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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 07221/2026 del 23/02/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza per mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche, sostenendo che la Corte d'appello non ha valutato correttamente nuovi elementi (mutamento positivo della personalità e definitiva cessazione della pericolosità sociale) distinti dalla collaborazione già riconosciuta in primo grado

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché disallineato rispetto all'argomentazione della decisione impugnata e interamente versato in fatto. Ha rilevato che la Corte d'appello aveva già concesso le attenuanti generiche in equivalenza con l'aggravante della premeditazione e che gli elementi addotti in appello non costituivano nuovi fatti sufficienti a modificare il giudizio di bilanciamento, anche alla luce della gravità del reato, dell'elevato grado di partecipazione e della personalità negativa dell'imputato. La Cassazione ha confermato l'impostazione motivazionale della Corte distrettuale e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 alla Cassa delle ammende

Norme richiamate

  • art. 62-bis cod. pen.

    Le circostanze attenuanti generiche si fondano su molteplici dati sintomatici (motivazioni del reato, circostanze che lo hanno accompagnato, danno cagionato, condotta post delictum, ecc.) e devono essere valutate distintamente dall'attenuante per collaborazione/dissociazione

  • art. 8 del d.l. 13 maggio 1991 n. 152, convertito in legge 12 luglio 1991 n. 203

    L'attenuante prevista da questa norma (collaborazione/dissociazione) è conseguenza di un valido contributo dell'imputato alle indagini e non coincide automaticamente con le circostanze attenuanti generiche; i relativi elementi probatori sono valutati separatamente

  • art. 416-bis cod. pen.

    La presenza dell'aggravante prevista dall'art. 416-bis (associazione di tipo mafioso) limita il bilanciamento con le attenuanti generiche; il giudice non può compiere un bilanciamento in contrasto con il divieto di compensazione con talune aggravanti

  • art. 81, secondo comma, cod. pen.

    Consente l'aumento di pena per continuazione; la Corte d'appello ha applicato un aumento di pena per uniformare il trattamento sanzionatorio con precedenti sentenze sui reati unificati

Massime di principio

  • In cassazione i motivi devono essere allineati all'apparato argomentativo della decisione impugnata: censure puramente fattuali o generiche rischiano l'inammissibilità
  • Le attenuanti generiche (art. 62-bis) e l'attenuante della collaborazione/dissociazione (art. 8 legge 203/1991) hanno presupposti distinti e non sono automaticamente sovrapponibili; non è ammesso valorizzare gli stessi elementi per ottenere entrambe le qualifiche
  • Per ottenere il prevalere delle attenuanti generiche occorre proporre fatti nuovi, specifici e non già utilizzati per altra attenuante, dimostrando in modo oggettivo il mutamento della personalità e la cessazione della pericolosità sociale
  • Nelle ipotesi di reati di elevata gravità o con significativa partecipazione soggettiva, il giudice può ritenere prevalenti gli elementi aggravanti anche se sono presenti elementi positivi a favore dell'imputato
  • Il ricorso che contesta solo la valutazione di fatto fatta dal giudice di merito senza indicare un errore giuridico rilevante è generalmente inammissibile in cassazione

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