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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48797/2023 del 07/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha dichiarato inammissibile la richiesta di rescissione del giudicato ex art. 629-bis c.p.p.; il ricorrente deduce che la Corte territoriale ha erroneamente identificato il dies a quo del termine di 30 giorni nella data di notifica dell'ordine di esecuzione della pena anziché nella data di accesso in cancelleria da parte del difensore, con conseguente conoscenza del passaggio in giudicato della sentenza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto decisivo il mancato confronto del motivo di ricorso con la ratio decidendi dell'ordinanza impugnata e ha evidenziato che la dichiarazione di inammissibilità era fondata, anche in via assorbente, sull'accertata mancanza di una procura speciale in capo al difensore. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della cassa delle ammende ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 629-bis cod. proc. pen.

    Norma che disciplina la rescissione del giudicato; la Corte territoriale ha applicato il termine di 30 giorni individuando il dies a quo nella notifica dell'ordine di esecuzione; inoltre il comma 2 consente di dichiarare l'inammissibilità se manca la procura speciale quando la richiesta non è presentata personalmente dall'interessato.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che prevede la condanna al pagamento di una somma in favore della cassa delle ammende per i ricorsi infondati o comunque per colpa nella proposizione; applicata per la quantificazione (euro 3.000) in relazione ai profili di colpa del ricorrente.

  • art. 624 cod. pen.

    Norma sostanziale penale richiamata in sentenza di condanna originaria (reato per cui è stata chiesta la rescissione del giudicato).

  • art. 625, n. 2, cod. pen.

    Aggravante o specificazione della fattispecie penale contestata nella sentenza di condanna originaria, richiamata nel procedimento di rescissione.

  • art. 173, comma 1, disp. att. cod. proc. pen.

    Norma processuale richiamata per l'enunciazione del motivo in cassazione (forma di esposizione del motivo).

Massime di principio

  • Quando si propone istanza di rescissione ex art. 629-bis è fondamentale allegare la procura speciale se la domanda non è presentata personalmente dall'interessato: la sua mancanza può determinare l'inammissibilità anche a prescindere da questioni temporali.
  • Il dies a quo per la proposizione della richiesta può essere valutato dalla Corte sia nella prospettiva della notifica formale (es. ordine di esecuzione) sia in termini di effettiva conoscenza (accesso del difensore); per evitare contestazioni è opportuno documentare tempestivamente la data di conoscenza/di accesso in cancelleria.
  • In cassazione il motivo di ricorso deve confrontarsi espressamente con la ratio decidendi del provvedimento impugnato: l'assenza di tale confronto rende il ricorso inammissibile per difetto di funzione ermeneutica.
  • Per ogni impugnazione procedurale conviene produrre documenti che provino i termini di notificazione e la procura del difensore, oltre ad argomentare specificamente perché la decisione territoriale avrebbe errato nella interpretazione del dies a quo.
  • La proposizione di ricorsi infondati o con gravi profili di colpa può comportare non solo il rigetto, ma anche la condanna al pagamento di spese e somme a titolo di ammenda ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; valutare quindi con attenzione la fondatezza e la completezza formale del ricorso prima di proporlo.

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