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Cassazione Penale, Ordinanza n. 12076/2025 del 26/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La sentenza di appello aveva riformato solo in parte la decisione di primo grado, rideterminando la pena inflitta a un imputato per una pluralità di episodi di cessione e detenzione di stupefacenti. Il ricorso per cassazione era proposto dall'imputato e si fondava sulla richiesta di riqualificare le condotte nel fatto di lieve entità previsto dall'art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990, assumendo che tale qualificazione emergesse da diversi elementi della vicenda, tra cui la dedotta scarsa qualità della sostanza e i minimi effetti droganti. La Corte di cassazione ha ritenuto che il ricorso si risolvesse in una richiesta di nuova valutazione del materiale istruttorio già esaminato dai giudici di merito e che la motivazione della Corte d'appello fosse congrua, non illogica e basata su elementi oggettivi, valorizzando invece la quantità complessiva di droga, l'organizzazione di una rete di spaccio verso vari soggetti, il carattere stabile e non occasionale del traffico e l'irrilevanza della scarsa qualità della sostanza rispetto al quadro complessivo. Veniva inoltre contestata, in via subordinata, la determinazione della pena, ma anche tale doglianza è stata ritenuta infondata perché la Corte territoriale aveva operato un solo aumento per la continuazione pur in presenza di numerosi delitti.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato. Ha ritenuto non consentita la richiesta di una nuova valutazione delle prove già esaminate nei gradi di merito e ha giudicato immune da censure la motivazione della sentenza impugnata sulla mancata riqualificazione ex art. 73, comma 5, d.P.R. 309/1990, nonché sulla pena, correttamente rideterminata con un solo aumento per la continuazione. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 73 d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    La Corte richiama la norma come possibile base per la riqualificazione dei fatti in ipotesi di lieve entità, ma ribadisce che la sua applicazione richiede una valutazione globale di tutti gli elementi della vicenda e non può fondarsi su singoli dati isolati, specie quando la condotta si inserisca in un traffico organizzato e non occasionale.

  • art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    Il fatto di lieve entità non è configurabile quando il giudice di merito accerti, con motivazione congrua, una significativa quantità di droga, l'esistenza di una rete di spaccio e una gestione strutturata e continuativa del traffico stupefacente.

  • art. 73, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309

    È la norma incriminatrice di riferimento per i numerosi delitti contestati all'imputato in materia di stupefacenti.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità non è ammessa una nuova valutazione del compendio istruttorio quando il ricorso si limiti a riproporre censure già dedotte in appello e a sollecitare una diversa lettura dei medesimi elementi di fatto.
  • La qualificazione del fatto ai sensi dell'ipotesi di lieve entità in materia di stupefacenti richiede una valutazione complessiva di tutte le circostanze concrete; non può essere fondata su dati isolati se il quadro complessivo rivela quantità rilevanti, organizzazione dello spaccio e non occasionalità della condotta.
  • La dedotta scarsa qualità della sostanza o i minimi effetti droganti non sono di per sé decisivi quando risultino recessivi rispetto alla struttura organizzata del traffico e all'ampiezza della rete di distribuzione accertata dal giudice di merito.
  • In tema di trattamento sanzionatorio, la motivazione sulla continuazione è insindacabile in cassazione se la rideterminazione della pena è logicamente giustificata e non presenta vizi manifesti, anche quando i fatti contestati siano plurimi.

Come è indicizzato

MaterieSpaccioImpugnazioni
RamiStupefacentiProcesso penale
SottomaterieLieve entità
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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