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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30619/2022 del 03/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame di Vicenza che aveva rigettato la richiesta di revoca del sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente disposto sul conto corrente intestato a Maria Marangon ma operato dal figlio indagato (Walter Meneghello) tramite delega. La ricorrente deduceva l'erronea applicazione della disciplina sulla confisca per equivalente (d.lgs. n.74/2000), censurando la valutazione per cui la sola delega ad operare senza limiti sarebbe idonea a dimostrare la disponibilità delle somme da parte dell'indagato, nonché sostenendo che le somme sul conto erano destinate alle spese primarie e al sostentamento dell'anziana madre.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha affermato che la delega ad operare, se non caratterizzata da limiti, costituisce una presunzione relativa di disponibilità delle somme ai fini del sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente, ma tale presunzione è superabile con prove contrarie e richiede un accertamento concreto. Nel caso di specie il Tribunale del riesame non ha compiuto la verifica concreta richiesta e si è limitato a motivazioni generiche; perciò la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e rinviato il processo al Tribunale del riesame di Vicenza per nuovo giudizio, disponendo che si valutino gli elementi di fatto che dimostrino se l'indagato abbia effettivamente utilizzato i fondi per finalità proprie o societarie o se le somme servissero alle necessità di vita della madre.

Norme richiamate

  • d.lgs. n. 74 del 2000, art. 10-quater

    Norma richiamata quale riferimento al profitto del reato tributario oggetto di confisca per equivalente; la sentenza usa l'articolo come titolo del profitto sottoposto a sequestro.

  • d.lgs. n. 74 del 2000, art. 12-bis

    Ai fini dell'ammissibilità del sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente la disponibilità delle somme può essere desunta dalla titolarità di una delega ad operare su un conto corrente non caratterizzata da limiti; tale configurazione costituisce tuttavia una presunzione relativa, suscettibile di essere superata da elementi contrari.

  • cod. pen., art. 648-quater (comma secondo)

    Norma penalistica sulla confisca per equivalente richiamata nella giurisprudenza comparata: anche qui la delega non è sempre di per sé sufficiente senza ulteriori elementi di fatto che attestino la concreta disponibilità delle somme.

  • cod. civ., art. 433

    Richiamato a supporto della considerazione che, nel caso di conto intestato a persona anziana, le somme possono essere necessarie per l'assistenza morale e materiale e il dovere di mantenimento, il che può limitare l'effettiva disponibilità riconducibile al delegato.

  • D.L. n. 137/2020, art. 23, comma 8

    Norma procedurale che stabilisce la modalità di trattazione del ricorso (il ricorso è stato trattato ai sensi di tale disposizione).

Massime di principio

  • La delega ad operare su un conto non caratterizzata da limiti versa in una presunzione relativa di disponibilità delle somme ai fini della confisca per equivalente, ma tale presunzione può essere superata da prove contrarie offerte dal terzo intestatario del conto.
  • Non basta la mera esistenza formale della delega: il giudice deve compiere un accertamento concreto su come le somme siano state effettivamente utilizzate (per fini personali dell'indagato, per l'attività societaria collegata al reato, o per le necessità di vita del delegante).
  • Nel caso di conti intestati a persone anziane o con redditi da sostegno (pensioni, assistenza), va considerata la destinazione delle somme a spese primarie e al mantenimento, fattori che possono limitare la 'disponibilità' ai fini del sequestro.
  • La presunzione derivante dalla delega è di tipo relativo: spetta al terzo interessato dedurre e, se possibile, provare circostanze che dimostrino l'assenza di disponibilità effettiva da parte del delegato.
  • Errori di motivazione o accertamenti generici del giudice di merito rispetto alla disponibilità conducono all'annullamento e al rinvio per un nuovo esame più circostanziato.

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