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Sentenza

Sentenza n. 7628/2026 - Roma, Sezione 2T

per l'annullamento del provvedimento Prot. CA/2026/0046167 del 16 marzo 2026 e notificato in pari data emesso dal Roma Capitale di Intimazione al rilascio immediato del chiosco e ordine di rimozione del manufatto, nonché di ogni altro atto prodromico, conseguente, connesso, collegato e/o presupposto

Giustizia amministrativa202603496

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II terSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: intimazione al rilascio immediato di un chiosco e ordine di rimozione del manufatto, adottati quale conseguenza del provvedimento inibitorio degli effetti della SCIA

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'intimazione comunale al rilascio del chiosco e l'ordine di rimozione del manufatto, deducendo l'illegittimità dell'atto consequenziale e degli atti connessi. Roma Capitale ha eccepito l'inammissibilità del ricorso per genericità della procura alle liti, priva dell'indicazione dell'oggetto della controversia. Il provvedimento inibitorio degli effetti della SCIA, presupposto dell'intimazione e dell'ordine di rimozione, era stato previamente impugnato dal ricorrente con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.

La decisione

Il TAR ha definito il giudizio con sentenza in forma semplificata ai sensi dell'art. 60 c.p.a. e ha dichiarato il ricorso inammissibile. In primo luogo, ha ritenuto generica la procura alle liti perché non indicava l'oggetto della lite. La notificazione della procura generica insieme al ricorso digitale non le conferiva il carattere di procura speciale, secondo il precedente della Sezione richiamato in sentenza. Il vizio della procura è stato ritenuto non sanabile, sulla base dell'Adunanza plenaria n. 11 del 2025. Il TAR ha inoltre rilevato, quale ulteriore ragione di inammissibilità, che il ricorso aveva a oggetto un atto meramente consequenziale rispetto a un atto presupposto già contestato con ricorso straordinario; la pendenza del termine per l'amministrazione per opporsi alla trattazione in sede giurisdizionale non incideva su tale conclusione. Le spese sono state compensate in ragione della peculiarità del caso.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    Consente, ricorrendone i presupposti e sentite le parti, la definizione della controversia con sentenza in forma semplificata.

  • art. 8 d.P.R. 1199/1971

    Richiamato indirettamente attraverso la proposizione del ricorso straordinario contro l'atto presupposto e la possibilità di opposizione dell'amministrazione alla trattazione in sede giurisdizionale.

Massime di principio

  • La procura alle liti deve avere carattere speciale e indicare l'oggetto della controversia; una procura generica notificata unitamente al ricorso digitale non acquista, per ciò solo, il necessario carattere speciale.
  • I vizi della procura alle liti che ne determinano la genericità e la mancanza di specialità non sono sanabili e comportano l'inammissibilità del ricorso.
  • È inammissibile il ricorso giurisdizionale autonomamente proposto contro un atto meramente consequenziale quando l'atto presupposto sia già stato impugnato con ricorso straordinario al Presidente della Repubblica; la mancata scadenza del termine entro il quale l'amministrazione può opporsi alla trattazione in sede giurisdizionale non impedisce tale esito.

Come è indicizzato

MaterieGiurisdizione e ripartoLegittimazione e interesse a ricorrereDecisione e riti speciali
RamiProcesso amministrativo
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereDecadenza e tardività

Testo integrale

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