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Sentenza

Sentenza del 02/12/2020 n. 5817 - Comm. Trib. Reg. per la Campania

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La società e i soci hanno impugnato gli avvisi di accertamento che rettificavano il reddito di impresa per l'anno 2012, imputando separatamente i maggiori redditi ai soci. L'accertamento si fondava su un processo verbale di constatazione della Guardia di Finanza, che indicava l'esistenza di un sodalizio dedito all'emissione di fatture per operazioni inesistenti da parte di società cosiddette "cartiere" prive di struttura operativa. I ricorrenti contestavano la qualificazione di inesistenza delle operazioni, fornendo ampia documentazione a prova dell'effettiva esecuzione dei lavori e della regolarità delle fatture ricevute, nonché denunciavano difetti motivazionali e di allegazione degli atti istruttori da parte dell'Amministrazione finanziaria.

La decisione

La Commissione Tributaria Regionale ha accolto l'appello dei contribuenti, ritenendo che le operazioni contestate non fossero oggettivamente inesistenti e che, anche se considerate soggettivamente inesistenti, la documentazione prodotta dai ricorrenti fosse idonea a vincere la presunzione di fittizietà delle operazioni posta dall'Amministrazione. La sentenza ha inoltre compensato le spese di giudizio per la complessità e novità delle questioni trattate.

Norme richiamate

  • art. 7 L. 212/2000

    Richiamato in riferimento all'eccezione di difetto di motivazione degli atti impugnati, con la Corte che rileva l'adeguatezza della motivazione basata sulla conoscenza del contenuto degli atti da parte dei ricorrenti.

  • art. 14, comma IV bis, legge 537/1993

    Richiamato in via subordinata per valutare la deducibilità dei costi in relazione alla prova offerta sull'effettiva realizzazione delle attività.

  • art. 12 d. lgs. 472/1997

    Richiamato in relazione all'eccezione di inosservanza della normativa sul cumulo giuridico delle sanzioni, rilevando che per l'anno di imposta 2013 l'Amministrazione aveva applicato diversamente il cumulo.

Massime di principio

  • In caso di contestazione di operazioni soggettivamente inesistenti, l'Amministrazione finanziaria deve provare non solo la fittizietà del fornitore, ma anche la consapevolezza del contribuente circa l'evasione, basandosi su elementi oggettivi e specifici.
  • Una volta assolto tale onere dall'Amministrazione, grava sul contribuente l'onere di dimostrare di aver adottato la diligenza massima esigibile per non essere coinvolto in frodi.
  • La prova della diligenza del contribuente può essere fornita mediante documentazione dettagliata e congrua che attesti l'effettiva esecuzione delle operazioni e la regolarità dei rapporti commerciali, inclusi contratti, pagamenti, certificazioni e autorizzazioni.
  • La semplice indicazione generica di inesistenza delle operazioni negli atti dell'Amministrazione non è sufficiente a dimostrare la frode senza adeguata motivazione e allegazione di elementi istruttori.
  • In contenziosi complessi e con questioni nuove o incerte, può essere giustificata la compensazione delle spese di giudizio.
  • Il principio di autonomia dell'accertamento per ciascun anno d'imposta non impedisce di considerare decisioni favorevoli per altri anni in situazioni analoghe come elemento per la valutazione complessiva del caso.

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