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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41955/2023 del 16/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza che ha rigettato l'istanza di rinvio dell'esecuzione della pena per ragioni di salute e ha invece disposto la detenzione domiciliare ai sensi dell'art. 47 ter, comma 1, lett. c), ord. pen. Il motivo di ricorso è la nullità del provvedimento per mancata motivazione: il Tribunale ha spiegato perché ha preferito la detenzione domiciliare al mero differimento della pena, ma non ha motivato la scelta rispetto all'altra richiesta avanzata dal detenuto, ossia l'affidamento in prova al servizio sociale. Il ricorrente aveva infatti chiesto alternativamente l'affidamento in prova, il differimento dell'esecuzione o la detenzione domiciliare, e la misura dell'affidamento in prova era astrattamente ammissibile avendo il ricorrente una pena residua inferiore a quattro anni (fine pena 14/11/2026), per cui andava valutata concretamente.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha annullato l'ordinanza impugnata limitatamente alla mancata valutazione della richiesta di affidamento in prova al servizio sociale e ha disposto il rinvio al Tribunale di sorveglianza di Catania per nuovo giudizio esclusivamente su quel punto. In pratica la decisione che ha disposto la detenzione domiciliare non è stata completamente annullata, ma il Tribunale dovrà rivalutare e motivare espressamente la decisione anche in ordine all'affidamento in prova.

Norme richiamate

  • art. 47 ter, comma 1, lett. c), ord. pen.

    La norma è stata richiamata come fondamento giuridico per l'applicazione della detenzione domiciliare per motivi di salute; la Corte ha rilevato che, pur motivando la scelta tra detenzione domiciliare e differimento, il Tribunale doveva valutare anche l'alternativa dell'affidamento in prova

  • Sez. U, Sentenza n. 42792 del 31/10/2001, Policastro, Rv. 220093

    Sez. U, Sentenza n. 42792 del 31/10/2001, Policastro, Rv. 220093

    Il precedente è stato richiamato per affermare la possibilità per la Corte di accedere agli atti del procedimento in cassazione quando il vizio dedotto è di natura tale da richiederlo (qui, la mancanza di motivazione)

Massime di principio

  • Quando il detenuto presenta richieste alternative di misure (affidamento in prova, differimento, detenzione domiciliare), il giudice deve esaminare e motivare la scelta tra tutte le alternative proposte, non limitandosi a confrontare solo alcune di esse
  • Se la pena residua è inferiore a quattro anni, l'affidamento in prova al servizio sociale è astrattamente ammissibile e richiede una valutazione concreta dell'opportunità di concessione
  • La mancanza di motivazione circa il rifiuto di una specifica misura alternativa costituisce vizio insanabile che può determinare l'annullamento parziale del provvedimento e il rinvio per nuovo giudizio
  • La Corte di Cassazione può accedere agli atti del procedimento per valutare il vizio dedotto laddove la natura del difetto (per es. carenza di motivazione) lo renda necessario
  • Un annullamento limitato alla mancata valutazione di una misura alternativa non annulla automaticamente le altre determinazioni del giudice di merito; il giudice di rinvio deve nuovamente esaminare e motivare la posizione su quel punto

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