Cassazione Penale, Sentenza n. 5932/2023 del 13/02/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza che confermava il sequestro di euro 349.132,00 ritenuti profitto della malversazione ai danni dello Stato (art. 316-bis c.p.), sollevando tre censure principali: (1) la errata qualificazione di Simest S.p.A. come organismo di diritto pubblico ai fini dell'inquadramento del finanziamento come agevolazione (richiamo all'art. 3 d.lgs. 12/04/2006, n.163); (2) la carenza dell'elemento materiale dell'agevolazione, dato che il finanziamento sarebbe stato erogato a condizioni di mercato e con garanzie private; (3) la erronea determinazione del momento consumativo del reato di malversazione, atteso che le somme sarebbero state effettivamente destinate agli investimenti previsti e il prestito inter-company sarebbe stato restituito ben prima della scadenza contrattuale. Inoltre sono stati dedotti motivi aggiunti in ordine alla sopravvenuta carenza d'interesse in ragione di una pronuncia successiva favorevole a Clabo S.p.A. e del dissequestro delle somme.
La decisione
La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta mancanza d'interesse ai sensi dell'art. 591, comma 1, lett. a), c.p.p. Ha rilevato che la misura cautelare oggetto del ricorso (vincolo di sequestro sulle somme della società) era stata integralmente annullata con pronuncia della Corte di Cassazione e che la somma era stata restituita alla società; di conseguenza l'interesse del ricorrente a ottenere l'annullamento del provvedimento era venuto meno. Per tali ragioni non è stata pronunciata alcuna statuizione sul merito delle questioni sostanziali sollevate e, data la sopravvenuta mancanza d'interesse, il ricorrente non è stato condannato alle spese né alla sanzione pecuniaria a favore della cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 316-bis cod. pen.
Norma che disciplina la malversazione ai danni dello Stato; era la fattispecie rispetto alla quale veniva contestato il profitto (sequestro di somme). Nel provvedimento di merito si sono sviluppate valutazioni sulle condizioni di agevolazione, ma la Cassazione non ha deciso sul merito per sopravvenuta carenza d'interesse.
art. 3 d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163 (poi d.lgs. 50/2016)
Richiamato dall'ordinanza di merito per qualificare Simest S.p.A. come ente pubblico/organismo di diritto pubblico; il ricorrente contestava tale qualificazione sostenendo che andasse fatta un'analisi concreta e funzionale dell'attività dell'ente, non una lettura formale.
art. 321, comma 2-bis, cod. proc. pen.
Norma che legittima il sequestro diretto finalizzato alla confisca: base normativa del decreto di sequestro emesso dal GIP e confermato in primo grado.
art. 568, comma quarto, cod. proc. pen.
Stabilisce il requisito dell'interesse concreto all'impugnazione: la Corte ha ricordato che l'interesse deve persistere fino alla decisione, e se la misura cautelare è venuta meno l'impugnazione diventa priva di oggetto.
art. 591, comma 1, lett. a), cod. proc. pen.
Norma applicata per dichiarare l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta mancanza d'interesse.
clausola contrattuale (punto 2.1)
«esclusivamente per la realizzazione del progetto e del business Plan»
Clausola utilizzata dal Tribunale per sostenere l'esistenza di un vincolo di destinazione delle somme e la possibile consumazione del reato qualora le somme fossero state destinate ad altra finalità. Il ricorrente contestava che, in concreto, le somme erano state impiegate per gli investimenti previsti e successivamente restituite.
Massime di principio
- Un ricorso per cassazione richiede un interesse concreto e attuale: se la misura cautelare oggetto del ricorso viene revocata o le somme sequestrate restituite prima della decisione, il ricorso può essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta mancanza d'interesse.
- La dichiarazione di sopravvenuta carenza d'interesse comporta, di regola, che non si pronunci sul merito delle questioni sostanziali e che il ricorrente non sia condannato alle spese o a sanzioni pecuniarie quando non vi è più una situazione di soccombenza reale.
- La qualificazione di un ente come "organismo di diritto pubblico" richiede, secondo la giurisprudenza richiamata dalle parti, un'analisi non meramente formale ma anche funzionale ed empirica delle attività svolte dall'ente; una mera lettura statica della norma può essere contestata.
- Ai fini della configurabilità dell'agevolazione (art. 316-bis), non conta solo il prestatore dell'agevolazione ma anche la concreta economicità o l'attenuazione dell'onerosità del finanziamento (condizioni economiche e requisiti di accesso). La valutazione deve essere fattuale e può incidere sull'insussistenza dell'elemento materiale del reato.
- Sul momento consumativo del reato legato a finanziamenti vincolati, è decisivo l'effettivo utilizzo delle somme entro il termine previsto e la concreta destinazione ad altre finalità; la mera temporanea distrazione può non essere sufficiente a integrare il reato se la destinazione finale corrisponde agli scopi originari entro i termini contrattuali.
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