Cassazione Penale, Sentenza n. 42861/2024 del 22/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Messina che aveva rigettato la richiesta di riesame avverso il decreto di sequestro preventivo per il profitto del reato o beni equivalenti fino a euro 165.000,00. Il difensore deduceva violazione degli artt. 640-quater, 322-ter, 648-quater c.p. e dell'art. 12-bis d.lgs. 74/2000, sostenendo che: a) il sequestro per equivalente era illegittimo perché era ancora possibile il sequestro diretto dei crediti fiscali indicati come profitto (presenza nel cassetto fiscale); b) la Guardia di Finanza aveva proceduto al sequestro dei beni senza verificare o esperire la ricerca dei crediti fiscali per il sequestro specifico; c) riguardo all'art. 10-quater d.lgs. 74/2000 il sequestro finalizzato alla confisca non sarebbe stato ammissibile; d) il sequestro era stato disposto in misura eccedente il profitto indicato (profitto 165.000,00 euro vs sequestro 253.318,38 euro).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che le questioni attinenti alle modalità di esecuzione del sequestro preventivo non siano proponibili con ricorso per cassazione, essendo da dedurre in sede di incidente di esecuzione. Inoltre il Tribunale del riesame aveva correttamente motivato l'impraticabilità del sequestro in forma specifica e la giurisprudenza ammette il sequestro per equivalente quando risulti ex actis l'impossibilità di reperire i beni costituenti il profitto. Le Sezioni Unite consentono il sequestro per equivalente anche se l'impossibilità di reperimento è transitoria, purché sussistente al momento della richiesta/adozione della misura. Per questi motivi il vizio denunciato è stato ritenuto insussistente. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 640-quater cod. pen.
Norma richiamata dal ricorrente tra quelle riferite ai reati di truffa aggravata; la Corte non ha rilevato violazione di tale disposizione in relazione alla legittimità del sequestro preventivo per equivalente.
art. 322-ter cod. pen.
Norma citata dal ricorrente tra le norme penalmente rilevanti; la Cassazione non ha ritenuto che l'ordinanza impugnata violasse la disciplina sostanziale richiamata.
art. 648-quater cod. pen.
Richiamato nella contestazione relativa a reati connessi a riciclaggio/impiego di proventi illeciti; nulla nel provvedimento di cassazione ha portato a ritenere un'erronea applicazione ai fini del sequestro cautelare.
art. 12-bis d.lgs. n. 74/2000
Il ricorrente contestava l'applicazione del sequestro ai sensi di questa disposizione; la Corte ha rilevato che il sequestro non era stato disposto per l'art. 10-quater (collegato), e che il riesame aveva motivato l'impraticabilità del sequestro specifico, legittimando il sequestro per equivalente ai sensi della normativa pertinente.
art. 10-quater d.lgs. n. 74/2000
Contestato come norma per la quale sarebbe stato inammissibile il sequestro finalizzato alla confisca; la Corte ha precisato che il sequestro impugnato non era stato disposto anche per tale articolo e non ha ritenuto fondata la censura.
art. 616 c.p.p.
Applicato dalla Corte per condannare la parte privata che ha proposto il ricorso inammissibile al pagamento delle spese e, ravvisati profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende (euro 3.000,00).
Massime di principio
- I motivi relativi alle modalità di esecuzione del sequestro preventivo (ad es. scelta tra sequestro specifico e per equivalente, valutazioni operative della G.d.F.) non sono normalmente rimediabili con ricorso per Cassazione, ma devono essere proposti mediante incidente di esecuzione.
- Il sequestro per equivalente è ammissibile quando, dai documenti del procedimento (ex actis), risulti l'impraticabilità del sequestro in forma specifica; non è richiesta una ricerca generalizzata preventiva, purché l'impossibilità sussista al momento della richiesta/adozione della misura.
- L'impossibilità di reperimento dei beni che giustifica il sequestro per equivalente può essere anche transitoria e reversibile, sempre che tale condizione sia provata al momento in cui si decide la misura cautelare.
- Se si ritiene che non siano stati compiuti atti diligenti per il reperimento dei beni specifici (es. crediti fiscali nel cassetto fiscale), la via processuale corretta per far valere tale censura è l'incidente di esecuzione, con produzione di elementi idonei a dimostrare la reperibilità dei beni e la carenza di ricerca da parte dell'esecutore.
- Se la misura cautelare appare eccedente rispetto al profitto contestato, occorre documentare in sede di incidente o in sede cautelare la discrepanza e l'eventuale danno; la Cassazione tende a valutare la correttezza formale e la motivazione del giudice cautelare prima di annullare per eccesso.
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