Cassazione Penale, Sentenza n. 02211/2026 del 20/01/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione, art. 606, comma 1, lett. e, c.p.p.: contestazione della motivazione per mancata e manifesta illogicità e travisamento della prova. Si censurava in particolare: incertezza sulla maglia indossata la sera del delitto e sulle tracce ematiche rilevate su maglia e scarpe trovate successivamente; insufficiente o contraddittoria prova della presenza dell'utenza telefonica dell'indagato in prossimità del luogo del delitto e nelle ore rilevanti; irrilevanza indiziaria delle celle agganciate dall'utenza della vittima; errata identificazione dell'uomo e del veicolo ripresi dalle telecamere; non perfetta corrispondenza fra il coltello mancante dal ceppo rinvenuto nell'abitazione dell'indagato e l'arma conficcata nella vittima; illogicità nell'attribuire rilievo a ricerche internet dell'indagato in orari per i quali il traffico telefonico non mostrava agganci compatibili.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse adeguatamente motivato la valutazione dei gravi indizi di colpevolezza ai sensi dell'art. 273 c.p.p., richiamando plurimi elementi convergenti: riprese video delle telecamere che inquadrano un'autovettura dello stesso modello/colore dell'auto in uso all'indagato (con transiti ai varchi compatibili con entrata/uscita dal comune), raffronto delle fattezze e dell'abbigliamento dell'uomo ripreso con le sommarie informazioni sull'indagato, rinvenimento di una maglia a maniche lunghe con banda rossa nell'abitazione dell'indagato (ritirata in lavanderia e controllata dallo stesso), scarpe che hanno dato fluorescenze al luminol compatibili con sangue, ceppo di coltelli con un esemplare mancante, ricerche internet dell'indagato sulla vittima e sulla sua attività, anomalie negli agganci di celle dell'utenza dell'indagato che non smentiscono le risultanze video, nonché l'assenza di una spiegazione alternativa plausibile da parte dell'indagato (che si è avvalso della facoltà di non rispondere). La Corte ha affermato che gli elementi devono essere valutati globalmente e sinotticamente; la mera prospettazione di una diversa valutazione atomistica non integra vizio di legittimità. È stata disposta la conferma dell'ordinanza di custodia cautelare e la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento.
Norme richiamate
art. 606, comma 1, lett. e, cod. proc. pen.
censura per motivazione "mancante o manifestamente illogica" e per travisamento della prova
La Corte valuta se la motivazione del giudice di merito sia congrua e non manifestamente illogica; tuttavia non sostituisce la propria valutazione ai fatti, salvo vizi manifesti di logica o carenza motivazionale.
gravi indizi di colpevolezza ai fini dell'applicazione di misure cautelari
Per l'applicazione della misura cautelare il giudice deve ritenere la sussistenza di gravi indizi valutando nel loro complesso e in modo coordinato gli elementi indiziari; la gravità degli indizi non si ricava da un elemento isolato ma dalla loro sinossi.
Giurisprudenza consolidata della Corte di Cassazione (principio)
principio della valutazione non frazionata ma coordinata degli indizi
La motivazione deve descrivere in modo organico la congruenza tra i vari indizi; la Cassazione sindaca la logica e completezza della motivazione, non la scelta probatoria del giudice di merito se non manifesta illogicità.
Massime di principio
- In materia di misure cautelari, i giudici valutano gli indizi in modo unitario e sinottico: singole incongruenze non cancellano la portata probatoria di un quadro indiziario convergente.
- La presenza di filmati, corrispondenze tra transiti del veicolo e immagini d'archivio, riscontri su abbigliamento e ritrovamenti in abitazione (anche se non tutti perfettamente sovrapponibili) può costituire insieme gravità indiziaria sufficiente a disporre la custodia cautelare.
- Anomalie o lacune in singoli accertamenti tecnici (es. non perfetta corrispondenza dell'arma o incertezze su agganci di celle) sono valutate nel contesto complessivo; la difesa deve proporre una ricostruzione alternativa plausibile per scalfire il giudizio di gravità indiziaria.
- Il diritto di non rispondere dell'indagato non impedisce al giudice di tenere conto della mancata proposta di una versione alternativa dei fatti; l'assenza di spiegazioni può rafforzare il quadro indiziario.
- La Cassazione controlla la congruità e la logicità della motivazione del giudice di merito ma non riconsidera i fatti nel merito se la motivazione è coerente e non manifestamente illogica.
- Per la difesa è strategico: 1) proporre alternative circostanziate e compatibili con i fatti, 2) contestare specificamente la logica del ragionamento motivazionale (dimostrando contraddizioni manifeste), 3) produrre elementi probatori che neutralizzino la sinergia degli indizi (es. alibi documentato, referti negativi, spiegazioni plausibili per rinvenimenti materiali).
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