Cassazione Civile, Sentenza n. 345/2023 del 10/01/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Le ricorrenti, come eredi legittime di Salvoni Renzo, chiedevano che fosse dichiarata l'apertura della successione e che si accertasse che l'intestazione della nuda proprietà dell'appartamento a favore di Renato fosse una donazione indiretta, poiché il prezzo dell'acquisto sarebbe stato integralmente versato dai coniugi Salvoni Renzo e Caterina Rosa. Chiedevano quindi la collazione della donazione. Il convenuto (Renato) sosteneva invece di aver pagato con risparmi propri parte del prezzo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto infondati i principali motivi di ricorso delle ricorrenti e ha confermato che, sulla base delle prove acquisite, non è emersa prova che il de cuius (Salvoni Renzo) abbia contribuito al pagamento del corrispettivo; resta fermo l'accertamento già formatosi in merito al fatto che Caterina Rosa abbia provveduto al pagamento del prezzo. Tuttavia la Corte ha accolto il secondo motivo del ricorso incidentale proposto da Renato (che denunciava l'omessa pronuncia sulla domanda di ripetizione delle somme versate a titolo di spese di lite per effetto della provvisoria esecutorietà delle precedenti sentenze) e, decidendo nel merito, ha condannato le ricorrenti principali in solido a restituire a Renato l'importo di € 17.023,42 oltre interessi dalla data del versamento. Quanto alle spese processuali dell'intero giudizio, la Corte ha ritenuto sussistere un giusto motivo per disporne l'integrale compensazione.
Norme richiamate
art. 360 c.p.c.
art. 360 co. 1 nn. 3, 4, 5 c.p.c.
Utilizzato per censurare vizi di motivazione, violazioni di legge e omesso esame di fatti decisivi; la Corte ha valutato i motivi ex art. 360 alla luce della specificità richiesta dall'art. 366 e della giurisprudenza sulle censure di fatto.
art. 2697 c.c.
Richiamato in relazione all'onere della prova: chi afferma un fatto (es. contribuzione al pagamento) deve fornire prove decisive; la Corte ha confermato che la prova tardiva o non decisiva non vale a ribaltare l'accertamento.
art. 737 c.c.
Richiesto per la disciplina della collazione tra eredi: la Corte ha ricordato che ai fini della collazione rilevano le donazioni operate dal de cuius in favore di coniuge e figli e che per le donazioni indirecte è necessario che sia il de cuius ad adempiere l'obbligazione di acquisto.
art. 177 c.c.
La Corte ha chiarito che la comunione legale riguarda gli acquisti traslativi effettivi e non i soli diritti di credito nati dal preliminare; dunque il preliminare non fa automaticamente cadere i diritti in comunione.
art. 179 lett. b) c.c.
Richiamato nel contesto della disciplina della comunione legale e degli acquisti compiuti dai coniugi; la giurisprudenza richiamata limita l'effetto del preliminare.
art. 384 c.p.c.
Fissazione dei limiti del giudice di rinvio: la Corte ha ricordato che il giudice di rinvio è vincolato non solo al principio di diritto ma anche ai presupposti di fatto pacifici o accertati nella sentenza di cassazione.
art. 394 c.p.c.
Il giudizio di rinvio è sostanzialmente ad istruzione chiusa; ammissione di nuove prove è eccezionale e subordinata alle condizioni previste dalla norma e dalla decisione di legittimità.
art. 112 c.p.c.
La Corte ha ritenuto che il giudice di rinvio ometta il suo dovere se non decide sulla domanda di ripetizione delle somme versate in esecuzione di una sentenza cassata; la ripetizione non è domanda nuova ma conseguenza della cassazione.
art. 91 e art. 92 c.p.c.
art. 91 c.p.c.; art. 92 c.p.c.
Riferiti alla regolazione delle spese di lite: la Corte ha deciso sull'uso della compensazione integrale delle spese, valutando la complessità della controversia e i comportamenti processuali delle parti.
legge n. 263/2005
novella legge n. 263/2005 (riferita all'art. 92 c.p.c.)
Ha modificato i criteri di compensazione delle spese; la Corte ha applicato la formulazione vigente ratione temporis per giustificare l'integrale compensazione.
art. 2932 c.c.
Richiamato nella giurisprudenza citata per l'indicazione che l'altro coniuge non acquista diritti derivanti dal preliminare se non vi è trasferimento effettivo della res.
art. 1, comma 17 legge 24/12/2012 n. 228 e d.P.R. 30/5/2002 n. 115
art. 1, comma 17 legge n. 228/2012; art. 13 comma 1-quater d.P.R. n. 115/2002
Richiamati in relazione al contributo unificato: la Corte ha escluso l'obbligo di ulteriore versamento a seguito dell'esito del giudizio.
Massime di principio
- Per accertare una donazione indiretta tramite acquisto intestato a terzi è necessario provare che il de cuius abbia effettivamente adempiuto l'obbligazione di pagamento: non basta l'intestazione formale dell'atto.
- Il preliminare di vendita, in quanto generatore di diritti di credito e non di trasferimento immediato della res, non rientra automaticamente nella comunione legale; pertanto la comunione tra coniugi non trasforma il preliminare in acquisto comune.
- In un giudizio di cassazione con rinvio il giudice di rinvio è vincolato ai principi di diritto e ai presupposti di fatto già definitivamente accertati dalla Cassazione; può invece indagare solo sui fatti espressamente rimessi e nei limiti delle preclusioni processuali.
- La produzione di nuovi documenti in sede di rinvio è ammissibile solo nei limiti previsti dall'art. 394 c.p.c. e dalla pronuncia di annullamento; non è lecito ampliare il thema decidendum oltre i limiti fissati dalla Cassazione.
- La domanda di ripetizione delle somme versate per effetto della provvisoria esecutorietà di una sentenza cassata non è una 'nuova domanda' e deve essere decisa dal giudice di rinvio: omissione di decisione su tale domanda legittima la Cassazione a intervenire.
- La cointestazione di un conto corrente crea una presunzione relativa di appartenenza delle somme, che può essere superata con prove sulla effettiva provenienza dei fondi; per l'onere probatorio conta la decisività e la tempestività delle prove.
- Sulle spese di lite, anche in presenza di soccombenza parziale o complessa, la compensazione integrale è possibile quando ricorrono giusti motivi (es. rapporti familiari, complessità della causa, comportamento processuale delle parti).
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