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Legge

L.R. Umbria 3/2017

Norme contro le discriminazioni e le violenze determinate dall'orientamento sessuale e dall'identità di genere.

Normativa regionaleL.R. Umbria 3/2017

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge umbra tutela dignità, autodeterminazione e parità di accesso ai servizi per persone e famiglie, promuove formazione, sostegno alle vittime, interventi sanitari e sociali, e istituisce un Osservatorio regionale. Prevede anche obblighi di relazione annuale e una disciplina finanziaria riferita soprattutto all’anno 2017.

Misure contro discriminazioni e violenze per orientamento sessuale e identità di genere

Norme contro le discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere

La legge della Regione Umbria definisce un quadro di principi, misure amministrative e strumenti di monitoraggio per prevenire e contrastare discriminazioni e violenze legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere. L’intervento si applica nel territorio regionale e coinvolge Regione, enti locali, servizi sanitari e socio-assistenziali, scuole, imprese e associazioni.

Principi generali e finalità

La Regione riconosce che discriminazioni e violenze fondate su orientamento sessuale o identità di genere ledono diritti fondamentali, tra cui vita, sicurezza, libertà, dignità e integrità fisica e psichica. In attuazione dei principi costituzionali e statutari, garantisce dignità e autodeterminazione, assicura l’accesso paritario ai servizi regionali e promuove politiche di prevenzione, contrasto alla violenza e diffusione di una cultura della non discriminazione.

Integrazione sociale, formazione e lavoro

La Regione promuove l’integrazione sociale anche attraverso politiche del lavoro e di sviluppo socio-economico rispettose dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere. Regione ed enti locali devono assicurare parità di opportunità e non discriminazione nell’accesso alla formazione professionale, all’inserimento e permanenza nel lavoro, alla riqualificazione, alla carriera e alla retribuzione. I servizi per il lavoro devono offrire misure di accompagnamento alle persone discriminate, anche per percorsi di formazione, inserimento lavorativo e avvio di nuove imprese. La Giunta regionale definisce con proprio atto criteri e modalità attuative.

Istruzione e formazione del personale scolastico

La Regione promuove, sostiene e organizza attività formative per il personale docente delle scuole di ogni ordine e grado in materia di contrasto agli stereotipi e ai ruoli di genere e di prevenzione del bullismo motivato da orientamento sessuale o identità di genere. Le attività sono rivolte anche ai genitori degli studenti e sono realizzate in collaborazione con i servizi pubblici socio-educativi, scolastici e socio-sanitari, in raccordo con l’Ufficio Scolastico Regionale.

Responsabilità sociale delle imprese

La Regione sensibilizza le aziende operanti sul territorio regionale affinché adottino certificazioni di conformità agli standard di responsabilità sociale. Le associazioni senza scopo di lucro attive nel contrasto alle discriminazioni e violenze sono considerate parti interessate nel monitoraggio della conformità, con riferimento a eventuali discriminazioni nelle condizioni di lavoro.

Formazione del personale regionale

La Regione promuove comportamenti improntati al rispetto di ogni orientamento sessuale e identità di genere nella formazione del personale degli uffici ed enti regionali. Le finalità antidiscriminatorie devono essere considerate anche nella redazione dei codici di comportamento dei dipendenti regionali.

Interventi sanitari e socio-assistenziali

Le ASL e i servizi socio-assistenziali e socio-sanitari devono garantire informazione, consulenza e sostegno per rimuovere gli ostacoli che impediscono alle persone di accettare ed esprimere il proprio orientamento sessuale o la propria identità di genere. Gli interventi sono rivolti anche ai genitori, per sostenerli nel ruolo educativo. Per tali finalità, e per iniziative di rilievo sociale e reti di solidarietà, i servizi possono collaborare gratuitamente con le associazioni del settore. La Giunta regionale definisce le relative linee guida.

Eventi culturali e diffusione della cultura non discriminatoria

La Regione e gli altri enti locali promuovono eventi culturali idonei a favorire una cultura della non discriminazione, anche in materia di orientamento sessuale e identità di genere.

Tutela delle famiglie e accesso ai servizi pubblici e privati

La legge riconosce i diritti generati dalla legislazione regionale alle singole persone e alle famiglie, comprese quelle fondate su vincoli affettivi ai sensi del regolamento anagrafico. La Regione deve assicurare la parità di accesso ai servizi pubblici e privati e impedire che le prestazioni siano rifiutate o rese in modo deteriore per ragioni legate all’orientamento sessuale o all’identità di genere. Inoltre, predispone modulistica omogenea per l’adeguamento all’istituto delle unioni civili e per l’attuazione delle disposizioni sui conviventi di fatto, promuovendo l’estensione di tali procedure a tutta la pubblica amministrazione. La Giunta adotta linee guida e azioni positive; i Comuni esercitano vigilanza e raccolta di informazioni.

Misure di contrasto alla discriminazione e sostegno alle vittime

La Regione promuove protezione, accoglienza, sostegno psicologico e soccorso alle vittime di discriminazioni e violenze motivate da orientamento sessuale o identità di genere. Le azioni comprendono informazione, sensibilizzazione e formazione, anche in ambito familiare e scolastico; attivazione di centri di ascolto con personale qualificato; protocolli d’intesa e collaborazioni con istituzioni locali e territoriali. La Giunta regionale disciplina modalità attuative e funzionamento dei centri di ascolto.

Osservatorio regionale

È istituito presso la struttura regionale competente un Osservatorio sulle discriminazioni e violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere. Ne fanno parte rappresentanti della Giunta, associazioni di promozione sociale che operano nel settore, associazioni delle famiglie, due esperti, le Consigliere di parità e il Presidente del Centro per le pari opportunità o un delegato. I componenti restano in carica per la legislatura. L’Osservatorio raccoglie e analizza buone prassi e dati, monitora i fenomeni in Umbria, può trasmettere segnalazioni all’OSCAD e collabora con istituzioni, enti, esperti e professionisti. La partecipazione è gratuita; la Giunta disciplina l’organizzazione e individua le strutture regionali di supporto.

Costituzione di parte civile

La Regione valuta l’opportunità di costituirsi parte civile nei casi di violenza di particolare impatto e rilevanza sociale commessa per motivi legati all’orientamento sessuale o all’identità di genere, devolvendo l’eventuale risarcimento a sostegno di azioni di prevenzione. È promossa anche l’adeguatezza statutaria degli enti locali rispetto a tale finalità.

Disposizioni finanziarie

Per l’attuazione della legge è autorizzata per il solo anno 2017 una spesa complessiva di 40.000 euro, coperta mediante riduzione di stanziamenti di parte corrente del bilancio 2017-2019. Per gli esercizi successivi la copertura avviene nei limiti delle risorse stanziate annualmente con la legge di bilancio. La Giunta può disporre le variazioni di bilancio conseguenti.

Monitoraggio e relazione annuale

L’Assemblea legislativa controlla l’attuazione della legge e ne valuta i risultati. La Giunta regionale deve trasmettere entro il 31 marzo di ogni anno una relazione sul fenomeno delle discriminazioni in Umbria e sullo stato di attuazione della legge, con informazioni su istruzione e formazione, interventi di ASL e servizi socio-sanitari, azioni positive per la parità di trattamento, iniziative culturali e attuazione delle misure di contrasto e sostegno previste dalla normativa.

Decorrenza

La legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione.

Testo integrale

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