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Cassazione Civile, Ordinanza n. 01050/2023 del 16/01/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (concessionaria tributi)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di accertamento per TOSAP 2018 relativo a un passo carrabile. La CTR aveva accolto l'appello della concessionaria ritenendo integrato il presupposto impositivo perché l'immobile della contribuente era raggiunto da una modifica del piano stradale e del marciapiede, consistente nell'interruzione del marciapiede e in uno smusso che consentiva l'accesso dei veicoli alla proprietà. La contribuente ha impugnato la sentenza con due motivi: (1) omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione su un punto decisivo, deducendo che i giudici di merito non avrebbero considerato che il marciapiede era stato interrotto dal Comune per un errore di progettazione e che la scalinata era interna alla proprietà; (2) violazione delle norme sulla TOSAP e sulla disciplina dei passi carrabili, sostenendo che mancava una reale sottrazione dell'area all'uso pubblico, che la tassazione richiederebbe un cartello di divieto di sosta e un accesso carrabile idoneo a un'area laterale di stazionamento, mentre nel caso vi sarebbe solo una ripida gradinata e nessun segnale. La società intimata non ha resistito in Cassazione.

La decisione

La Corte rigetta il ricorso. Dichiara inammissibile il primo motivo perché formula un vizio motivazionale non più deducibile nei termini prospettati e, comunque, è precluso dalla doppia conforme quanto alla censura di omesso esame di fatti. Sul secondo motivo, ritiene infondate le doglianze relative alla necessità di una modifica materiale del suolo pubblico compiuta dal privato e alla pretesa mancanza dei requisiti del codice della strada, affermando che per la TOSAP il presupposto è l'occupazione quale dato statico e che, per i passi carrabili, la sottrazione del suolo all'uso pubblico è in re ipsa. Quanto alla doglianza relativa alla presenza della scalinata, la dichiara inammissibile perché tende a sovrapporre una ricostruzione fattuale diversa da quella già accertata dalla CTR. Nessuna statuizione sulle spese per mancata difesa dell'intimata; viene inoltre disposto l'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 5 c.p.c.

    Il vizio motivazionale non è deducibile nei termini di "omessa, insufficiente o contraddittoria motivazione" secondo il testo vigente; la censura così formulata è inammissibile.

  • art. 348-ter c.p.c.

    In presenza di doppia conforme, è precluso il motivo di ricorso fondato sull'omesso esame di fatti decisivi quando i giudici di merito abbiano deciso sulla base delle stesse ragioni.

  • artt. 38 e 39 d.lgs. 507/1993

    Il presupposto della TOSAP è l'occupazione intesa come dato statico, cioè come relazione materiale con lo spazio pubblico e come utilizzo che attribuisce una particolare utilità al privato; non è richiesta una modifica del suolo pubblico necessariamente posta in essere dal contribuente.

  • art. 44 d.lgs. 507/1993

    La nozione di passo carrabile comprende i manufatti, gli intervalli nel marciapiede o le modifiche del piano stradale finalizzate a facilitare l'accesso dei veicoli alla proprietà privata; ai fini fiscali rileva l'interruzione del marciapiede e la porzione di area pubblica sottratta alla destinazione pedonale.

  • art. 46, comma 2, lett. b) d.P.R. 495/1992

    Le prescrizioni del regolamento stradale invocate dalla ricorrente attengono ai requisiti di conformità del passo carrabile alla disciplina della circolazione, ma non incidono sui presupposti applicativi della TOSAP.

  • art. 46, comma 4 d.P.R. 495/1992

    Come sopra, la disciplina regolamentare dei segnali e dei requisiti del passo carrabile non condiziona la debenza del tributo.

  • art. 2 d.lgs. 285/1992

    La norma del codice della strada richiamata è evocata dalla ricorrente, ma la Corte ritiene che i profili di disciplina stradale non interferiscano con il diverso presupposto fiscale della TOSAP.

  • art. 13, comma 1-quater d.P.R. 115/2002

    In caso di rigetto del ricorso, sussistono i presupposti per il pagamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 1, comma 17 L. 228/2012

    È la disposizione che ha introdotto l'ulteriore contributo unificato nei casi previsti dall'art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 115/2002.

  • art. 13, comma 1-bis d.P.R. 115/2002

    Costituisce il parametro per la misura dell'ulteriore importo dovuto a titolo di contributo unificato.

Massime di principio

  • Ai fini della TOSAP, il presupposto impositivo è l'occupazione del suolo pubblico intesa in senso statico e funzionale, non la prova che sia stata materialmente il privato a realizzare la modifica dell'area pubblica.
  • Il passo carrabile è tassabile quando la conformazione del suolo o del marciapiede consenta o agevoli l'accesso veicolare alla proprietà privata, con sottrazione, anche solo momentanea, di una porzione di area pubblica all'uso collettivo.
  • Le regole del codice della strada e del relativo regolamento sui requisiti o sulla segnaletica del passo carrabile non determinano, di per sé, la debenza del tributo locale, perché attengono a un piano disciplinare diverso da quello fiscale.
  • In sede di legittimità non è consentito trasformare la censura di violazione di legge in una richiesta di nuova valutazione del fatto, né proporre una ricostruzione fattuale diversa da quella accertata dal giudice di merito.
  • Quando vi è doppia conforme, il motivo che denunci l'omesso esame di fatti decisivi è inammissibile se i giudici di merito hanno fondato la decisione sulle medesime ragioni di fatto e di diritto.

Come è indicizzato

MaterieContenzioso tributarioImpugnazioni
RamiTributiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaGiudicato

Testo integrale

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