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Sentenza

Sentenza n. 6536/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 2

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, sez. V ter, n. 8488/2025, pubblicata il 2 maggio 2025, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202508916

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Provvedimento del GSE di rigetto della richiesta di certificazione dei risparmi energetici relativi al progetto a consuntivo PC CB003499, oltre al relativo preavviso di rigetto

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (gestore incentivi)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguardava il rigetto, da parte del GSE, della richiesta di certificazione dei risparmi energetici e di rilascio dei certificati bianchi per un progetto realizzato nell’ambito dell’appalto stipulato tra il Comune di Napoli e il RTI Citelum-Elettrovit, oggi riferibile alla società appellante. Il rigetto era motivato dal possibile cumulo dei certificati bianchi con il finanziamento retrospettivo POI 2007-2013, non consentito dalla disciplina di settore, e dall’insufficienza della documentazione prodotta per dimostrare che lo specifico progetto fosse stato finanziato esclusivamente con fondi BEI. In primo grado la società aveva sostenuto: a) che i fondi POI erano stati erogati a rimborso per interventi eseguiti nell’ambito di un precedente appalto, diverso da quello cui si riferiva il progetto PC CB003499, e per i quali non erano stati richiesti certificati bianchi; b) che la dichiarazione del responsabile del procedimento del Comune di Napoli del 28 settembre 2021 attestava l’esclusivo finanziamento BEI delle porzioni di impianto interessate; c) che tale dichiarazione era corroborata dalla documentazione relativa al pagamento del SAL n. 7 e dalla disposizione di liquidazione n. 402 del 5 agosto 2021, riferita a un capitolo di spesa finanziato dalla BEI; d) che la determina dirigenziale n. 10/2017 individuava solo le fonti di finanziamento complessive del piano per l’efficienza energetica e non quelle del singolo progetto. Il TAR aveva respinto il ricorso ritenendo non provata la tesi dell’esclusivo finanziamento BEI e rilevando il contrasto tra la dichiarazione postuma del responsabile del procedimento, la documentazione istruttoria e la determina comunale. In appello il GSE ha eccepito, in via preliminare, il difetto di legittimazione della società, sostenendo che il Comune, quale titolare del progetto, fosse l’unico soggetto legittimato a impugnare il provvedimento, mentre la società avrebbe avuto soltanto un interesse economico mediato derivante dalla clausola contrattuale di ripartizione al 50% degli eventuali incentivi.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha accolto l’eccezione preliminare del GSE e ha riformato la sentenza di primo grado, dichiarando inammissibile il ricorso originario e, per la stessa ragione, inammissibile l’appello. Il Collegio ha ritenuto che il Comune di Napoli fosse il titolare del progetto e della posizione direttamente incisa dal potere esercitato dal GSE, mentre la società fosse soltanto proponente delegata alla gestione dell’iter amministrativo. La delega alla cura dei rapporti procedimentali con il GSE non attribuiva alla società una posizione giuridica autonoma tutelabile in giudizio. L’interesse della società alla concessione degli incentivi derivava esclusivamente dalla clausola contrattuale che le riconosceva il 50% delle utilità economiche eventualmente conseguite: si trattava, quindi, di un interesse indiretto e mediato, fondato su un rapporto obbligatorio di diritto privato, non idoneo a configurare un interesse legittimo nei confronti dell’esercizio del potere amministrativo. La società avrebbe potuto intervenire ad adiuvandum nel giudizio promosso dal Comune, ma non proporre autonomamente l’impugnazione. Il giudice non ha esaminato nel merito le contestazioni relative al divieto di cumulo tra certificati bianchi e fondi POI né la sufficienza della documentazione sul finanziamento BEI. Le spese del doppio grado sono state compensate in ragione della peculiarità della vicenda.

Norme richiamate

  • art. 2, comma 1, lett. w), d.m. 11 gennaio 2017

    La disposizione è richiamata per individuare il Comune di Napoli quale titolare del progetto ai fini della richiesta degli incentivi.

  • art. 133 c.p.a.

Massime di principio

  • La legittimazione ad agire contro un provvedimento amministrativo spetta al soggetto titolare di una situazione giuridica direttamente incisa dall’esercizio del potere pubblico.
  • Il soggetto delegato alla gestione del procedimento amministrativo e dei rapporti con l’amministrazione non acquisisce, per effetto della sola delega, la legittimazione autonoma a impugnare il provvedimento adottato nei confronti del titolare sostanziale del progetto o dell’iniziativa.
  • Un interesse economico derivante da una clausola contrattuale di ripartizione delle utilità conseguibili dal titolare di un progetto costituisce un interesse mediato e indiretto, fondato su un rapporto di diritto privato, e non attribuisce di per sé la titolarità di un interesse legittimo nei confronti dell’esercizio del potere amministrativo.
  • Il soggetto privo di una posizione giuridica autonoma direttamente incisa dall’atto amministrativo può, ricorrendone i presupposti, intervenire ad adiuvandum nel giudizio promosso dal titolare della posizione sostanziale, ma non può sostituirsi a quest’ultimo nella proposizione dell’azione di annullamento.

Come è indicizzato

MaterieLegittimazione e interesse a ricorrereImpianti da fonti rinnovabili
RamiProcesso amministrativoEnergia, infrastrutture e comunicazioni
IstitutiLegittimazione e interesse a ricorrereRiparto di giurisdizione

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