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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13860/2024 del 05/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte di Appello di Napoli (04/05/2023) che aveva ridotto la pena ma confermato la condanna pronunciata dal Tribunale di Napoli il 07/12/2021 per i reati indicati (artt.56, 624, 625 nn.2 e 7). Il ricorso solleva, in particolare, una questione pregiudiziale di improcedibilità dell'azione penale per difetto di querela della persona offesa, alla luce della modifica normativa intervenuta e della norma transitoria (art.85 d.lgs. 10 ottobre 2022, n.150). Dagli atti emerge che la persona offesa non ha manifestato l'interesse alla punizione entro il termine previsto dalla norma transitoria.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto prevalente il regime di procedibilità più favorevole per i processi pendenti alla data di entrata in vigore della modifica normativa. Avendo la persona offesa non esercitato la querela/manifestato l'interesse nei termini, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata e ha dichiarato l'improcedibilità dell'azione penale per difetto di querela. La Corte ha dichiarato l'annullamento senza rinvio ai sensi dell'art.620 lett. i) c.p.p.

Norme richiamate

  • art.56 cod. pen. (tentativo)

    La norma è citata come riferimento al tipo di reato (tentativo) contestato; la sentenza non svolge una specifica interpretazione sostanziale di questa norma, la cita per individuare il capo di imputazione.

  • art.624 cod. pen. (rapina)

    Citato come norma che disciplina il reato contestato. Nessuna interpretazione particolare svolta oltre alla indicazione del reato sui cui si fonda la condanna originaria.

  • art.625 nn.2 e 7 cod. pen. (circostanze aggravanti della rapina)

    Le aggravanti sono richiamate per descrivere il contenuto dell'imputazione; la decisione non si sofferma su una nuova interpretazione delle circostanze aggravanti.

  • art.85 d.lgs. 10 ottobre 2022, n.150 (norma transitoria)

    art.85 d.lgs. 10 ottobre 2022, n.150

    La Corte applica la norma transitoria che impone di valorizzare il regime di procedibilità più favorevole per i procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore della modifica normativa, con la conseguenza che, se la persona offesa non ha manifestato l'interesse entro il termine previsto, l'azione penale è improcedibile.

  • art.620 lett. i) cod. proc. pen.

    La Corte di Cassazione si avvale di questa disposizione per dichiarare l'annullamento senza rinvio e per pronunciare la declaratoria di improcedibilità quando ricorrono i presupposti di legge.

Massime di principio

  • Se una modifica legislativa introduce o cambia il regime di procedibilità (es. richiede querela), per i procedimenti pendenti va applicato il regime più favorevole previsto dalla norma transitoria.
  • Quando il ricorrente solleva una questione pregiudiziale di improcedibilità per difetto di querela, il giudice deve verificarne l'incidenza prima di proseguire il processo; se la persona offesa non ha manifestato l'interesse nei termini transitori, l'azione penale è improcedibile.
  • La Corte di Cassazione può annullare senza rinvio e dichiarare l'improcedibilità nei casi in cui dall'applicazione della disciplina transitoria emerga l'assenza dei presupposti per la prosecuzione dell'azione penale (art.620 lett. i) c.p.p.).
  • In simili situazioni pratiche è essenziale verificare le date: data del fatto, data di entrata in vigore della modifica normativa e termini della norma transitoria per stabilire quale regime si applichi.
  • La manifestazione di interesse della persona offesa è determinante per la procedibilità quando la norma lo richiede; la sua omissione nei termini previsti non viene normalmente sanata successivamente salvo diversa previsione normativa.

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