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Sentenza

Sentenza del 01/02/2017 n. 309 - Comm. Trib. Reg. per la Lombardia

IVA - Frode carosello - Onere della prova - Principio di non contestazione - Conseguenze.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il Collegio ha ritenuto applicabile al processo tributario il principio di non contestazione previsto dall'art. 115 c.p.c., tramite il rinvio dinamico dell'art. 1, comma 2, del d.lgs. 546/1992. Poiché la società non aveva contestato efficacemente le circostanze decisive dell'accertamento, tali circostanze sono state considerate pacifiche. La pretesa impositiva è stata quindi ritenuta fondata, con esito sfavorevole per la contribuente.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda una contestazione in materia di IVA nell'ambito di una frode carosello. L'Amministrazione finanziaria aveva fondato la pretesa sul mancato versamento dell'IVA da parte del cedente/fornitore e sulla consapevolezza della società cessionaria circa tale omissione. La contribuente, pur contestando la pretesa, non avrebbe specificamente confutato gli elementi principali posti a fondamento dell'accertamento: il mancato versamento dell'IVA incassata dal fornitore e la conoscenza di tale circostanza da parte della cessionaria, che avrebbe inoltre finanziato direttamente con proprie risorse gli acquisti irregolari del fornitore.

Norme richiamate

  • Art. 115 c.p.c.

    Il giudice deve porre a fondamento della decisione [...] i fatti non specificamente contestati dalla parte costituita.

    Il principio di non contestazione ha carattere generale e impone alla parte di contestare in modo puntuale i fatti e gli argomenti rilevanti allegati dalla controparte; in mancanza, tali elementi possono essere considerati pacifici.

  • Art. 1, comma 2, d.lgs. 546/1992

    Il rinvio dinamico alle norme del codice di procedura civile rende applicabile il principio di non contestazione anche nel processo tributario, nei limiti della compatibilità.

  • Normativa IVA in materia di frode carosello

    Il contribuente può vedersi negare i benefici fiscali connessi alle operazioni, inclusa la detrazione dell'IVA, quando risulti consapevole o avrebbe dovuto sapere che l'operazione si inseriva in una frode o che l'imposta non era stata versata dal fornitore.

Massime di principio

  • Nel processo tributario è necessario contestare specificamente tutti i fatti e gli argomenti decisivi dell'accertamento; una contestazione generica può comportare che tali circostanze siano considerate pacifiche.
  • In presenza di una frode IVA, la conoscenza del mancato versamento dell'imposta da parte del fornitore costituisce un elemento fortemente sfavorevole per il cessionario.
  • Il finanziamento diretto, da parte dell'acquirente, degli acquisti irregolari del proprio fornitore può essere valutato come indizio della consapevolezza e della partecipazione al meccanismo fraudolento.
  • Per contrastare efficacemente una pretesa fondata su una frode carosello, il contribuente deve contestare puntualmente sia l'omesso versamento dell'IVA da parte del fornitore sia gli elementi utilizzati per dimostrare la propria conoscenza o partecipazione alla frode.
  • La mancata contestazione non equivale automaticamente ad ammissione in ogni caso, ma può rendere non controversi i fatti allegati quando la contestazione avrebbe dovuto essere specifica e tempestiva.

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