Sentenza n. 786/2026 - Bologna, Sezione 2
per l’ottemperanza quanto al ricorso n. 1381 del 2025: della sentenza n. 119/2024 del Tribunale di Rimini, Sezione Lavoro, pubblicata in data 21/05/2024.. quanto al ricorso n. 1383 del 2025: della sentenza n. 119/2024 emessa dal Tribunale di Rimini, Sezione Lavoro, pubblicata in data 21/05/2024.. quanto al ricorso n. 1396 del 2025: della sentenza n. 119/2024 del Tribunale di Rimini, Sezione Lavoro, pubblicata in data 21/05/2024. quanto al ricorso n. 1 del 2026: della sentenza n. 119/2024 del Tribunale di Rimini, Sezione Lavoro, pubblicata in data 21/05/2024..
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza n. 119/2024 del Tribunale di Rimini, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto delle ricorrenti a percepire la Carta del docente per le annualità indicate
Esito
Favorevole al ricorrente (docenti beneficiarie)
Prevale il privato
La controversia
Le quattro docenti hanno proposto distinti ricorsi per ottenere l'ottemperanza della sentenza n. 119/2024 del Tribunale di Rimini, Sezione Lavoro, passata in giudicato il 12 marzo 2025. La sentenza aveva riconosciuto a una pluralità di docenti, comprese le ricorrenti, il diritto a percepire la Carta del docente per più annualità. Le ricorrenti hanno dedotto la perdurante inerzia del Ministero dell'Istruzione e del Merito, nonostante la notificazione della sentenza ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione. Il Ministero, ritualmente evocato, non si è costituito. Il TAR ha rilevato la connessione oggettiva tra i ricorsi, tutti diretti all'esecuzione della medesima sentenza.
La decisione
Il TAR ha riunito i quattro ricorsi per connessione oggettiva e li ha accolti, ritenendo provata la definitività della sentenza ottemperanda e la perdurante inadempienza dell'amministrazione. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito e al Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna di dare esecuzione alle statuizioni della sentenza n. 119/2024 entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione amministrativa della sentenza, detraendo quanto eventualmente già corrisposto. Ha nominato sin d'ora quale commissario ad acta, per l'eventuale ulteriore inadempimento e su istanza delle ricorrenti, il Dirigente dell'Ufficio scolastico regionale per l'Emilia-Romagna o un funzionario delegato, con facoltà di subdelega, fissando in ulteriori sessanta giorni il termine per l'esecuzione sostitutiva. Il Ministero è stato condannato alle spese, liquidate complessivamente in 600 euro, oltre spese generali e oneri accessori, alla restituzione del contributo unificato se versato e con distrazione delle spese in favore dei difensori.
Massime di principio
- L'ottemperanza è ammissibile quando la sentenza del giudice ordinario posta a fondamento dell'azione è passata in giudicato, è stata notificata all'amministrazione e il termine dilatorio previsto per l'esecuzione è decorso senza che l'amministrazione abbia adempiuto.
- La perdurante inadempienza dell'amministrazione rispetto a una sentenza definitiva giustifica l'ordine giudiziale di esecuzione delle statuizioni contenute nel titolo, con detrazione di quanto eventualmente già corrisposto.
- Nel giudizio di ottemperanza il giudice amministrativo può nominare sin dalla sentenza un commissario ad acta, destinato a intervenire su istanza di parte in caso di ulteriore inerzia dell'amministrazione, assegnandogli un termine per l'esecuzione sostitutiva.
- Ricorsi distinti diretti all'esecuzione della medesima sentenza possono essere riuniti quando sussistono evidenti ragioni di connessione oggettiva.
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