Ordinanza n. 1873/2026 - Roma, Sezione 5
per l’accertamento dell’illegittima occupazione delle aree di proprietà del Consorzio A.S.I. di Avellino, censite nel Catasto di Avellino al foglio n.8, particelle n. 59, 218, 238, 283, 324, 326, 327, 328, 329, 330, 414, 415, 417, 449, 474, 477 (poi 1305), 478, 482, 483 (poi 1304), 583, 758, 759 (ex 218), 924 (ex 236), 240 e 60, e la condanna della Provincia di Avellino e di Irpinia Ambiente S.p.A. alla restituzione delle medesime, libere da persone e da cose, al Consorzio ricorrente; nonché per la condanna della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Regione Campania, della Provincia di Avellino e dell’Irpinia Ambiente S.p.a., in solido o, in subordine, ciascuna di esse o una o più di esse per quanto ritenuto a suo carico, alla bonifica, alla riqualificazione dello stato dei luoghi come all'inizio dell'occupazione relativamente alle predette particelle; nonché, in via gradata, per la condanna della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Regione Campania, della Provincia di Avellino e dell’Irpinia Ambiente S.p.a. in solido o, in subordine, ciascuna di esse o una o più di esse per quanto ritenuto a suo carico, al pagamento a favore del Consorzio ricorrente dell'importo occorrente per le opere di bonifica, riqualificazione e ripristino, da quantificarsi all'occorrenza a mezzo di espletanda C.T.U. con interessi e rivalutazione monetaria fino al soddisfo; nonché per la condanna della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Regione Campania, della Provincia di Avellino e dell’Irpinia Ambiente S.p.a. al risarcimento del danno per l'illegittima occupazione da liquidarsi in almeno €. 350.000,00 oltre interessi e rivalutazione come per legge dal 1° maggio 2008 al soddisfo nonché al risarcimento del danno determinato dalla perdita di appetibilità delle aree circostanti di proprietà del Consorzio A.S.I., da liquidarsi nell'importo che sarà provato o, in subordine, equitativamente;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Occupazione asseritamente illegittima di aree di proprietà consortile e mancata bonifica, riqualificazione e restituzione dei luoghi
Esito
La controversia
Il Consorzio ricorrente ha chiesto l'accertamento dell'illegittima occupazione di numerose particelle di sua proprietà, la restituzione delle aree libere da persone e cose, la condanna delle amministrazioni e della società coinvolte alla bonifica, riqualificazione e ripristino dello stato dei luoghi oppure, in via subordinata, al pagamento dei costi necessari per tali interventi, nonché il risarcimento dei danni derivanti dall'occupazione e dalla perdita di appetibilità delle aree circostanti. Con una precedente ordinanza istruttoria il TAR aveva disposto una verificazione tecnica, affidandola al Presidente del Consiglio dell'Ordine dei Geometri della Provincia di Avellino o a un professionista dallo stesso delegato, per accertare i plurimi profili tecnici indicati nell'ordinanza. Il verificatore ha chiesto una proroga del termine per il deposito della relazione e il rinvio dell'udienza pubblica, motivando l'istanza con la complessità degli accertamenti e con la necessità di assicurare il preventivo contraddittorio con i consulenti tecnici delle parti.
La decisione
Il TAR ha ritenuto congruamente motivata e meritevole di accoglimento l'istanza del verificatore. Ha quindi prorogato al 15 aprile 2026 il termine per il deposito della relazione conclusiva di verificazione e ha rinviato il prosieguo della trattazione all'udienza pubblica del 24 giugno 2026. L'ordinanza non decide le domande di accertamento, restituzione, bonifica o risarcimento, né anticipa una valutazione sulla fondatezza delle pretese sostanziali.
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