Cassazione Penale, Sentenza n. 9397/2024 del 05/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione della sentenza d'appello che confermava la condanna per ricettazione di merce contraffatta; dedotta violazione di legge e mancata motivazione sull'omessa applicazione della causa di non punibilità ex art. 131-bis c.p. (ritenuto imputato incensurato) e, in via subordinata, richiesta di sostituzione della pena detentiva con pena pecuniaria sostitutiva.
La decisione
Il ricorso è stato parzialmente accolto. La Cassazione ha ritenuto infondato il motivo relativo all'art. 131-bis, confermando che la Corte territoriale ha correttamente escluso la particolare tenuità del fatto alla luce delle modalità della condotta e dell'elevato numero di capi contraffatti (64). Tuttavia la Corte ha ritenuto fondata la censura relativa al diniego della sostituzione della pena detentiva con la pena pecuniaria: la Corte d'appello aveva ritenuto onere dell'appellante provare la solvibilità, mentre secondo la giurisprudenza di legittimità (Sezioni Unite Gagliardi) e le norme intervenute il giudice non può escludere a priori la sostituzione per condizioni economiche sfavorevoli e, inoltre, può acquisire elementi informativi (ex art. 545-bis c.p.p.) per valutare le condizioni economiche. Pertanto la sentenza impugnata è annullata limitatamente alla statuizione sulla pena sostitutiva e rinviata ad altra sezione della Corte d'appello di Catania per nuovo giudizio su quel punto; il ricorso è rigettato per il resto. Dichiarata l'irrevocabilità ai sensi dell'art. 624 c.p.p.
Norme richiamate
art. 131-bis cod. pen.
Il riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità richiede la valutazione cumulativa di tutte le componenti indicate dal primo comma; tuttavia i criteri sono alternativi quanto al diniego: la valutazione negativa di uno solo dei criteri preclude l'applicazione della causa.
art. 58 legge 24 novembre 1981, n. 689
La sostituzione della pena detentiva con pena pecuniaria è disciplinata dall'art. 58; la preclusione prevista riguarda solo i casi in cui sussistono fondati motivi per ritenere che prescrizioni (semidetenzione/libertà controllata) non siano adempiute. La presunzione di inadempimento non può essere applicata in modo automatico alle pene pecuniarie sostitutive.
art. 56-quater legge 24 novembre 1981, n. 689 (introdotto o richiamato dal "decreto Cartabia")
Per determinare la pena pecuniaria sostitutiva il giudice individua un valore giornaliero (tra 5 e 2.500 euro) tenendo conto delle condizioni economiche, patrimoniali e di vita dell'imputato e del suo nucleo familiare; la possibilità di valori molto bassi favorisce la sostituzione.
art. 545-bis cod. proc. pen.
Il giudice può acquisire dall'ufficio di esecuzione penale esterna e, se del caso, dalla polizia giudiziaria tutte le informazioni ritenute necessarie sulle condizioni personali, familiari, sociali, economiche e patrimoniali dell'imputato al fine di decidere sulla sostituzione della pena detentiva.
Sez. U, n. 24476 del 22/04/2010 (Gagliardi) - principio di giurisprudenza
Principio consolidato secondo cui non si può escludere a priori la sostituzione con pena pecuniaria per chi sia in condizioni economiche disagiate; il giudice deve valutare caso per caso considerando criteri di cui all'art. 133 c.p., e può modulare la pena pecuniaria (es. rateizzazione).
art. 624 c.p.p.
Rinvio alla norma citata in sentenza per la declaratoria di irrevocabilità; nella sentenza è dichiarata l'irrevocabilità della pronuncia nei limiti indicati.
Massime di principio
- La causa di non punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) richiede la positiva valutazione cumulativa di tutte le componenti previste: la presenza di una sola componente negativa basta per escluderla.
- Il numero di beni e le modalità della condotta (es. 64 capi contraffatti) sono elementi che possono escludere la particular tenuità e giustificare il rigetto della relativa eccezione.
- La semplice assenza di documentazione economica a carico dell'imputato non autorizza il giudice a escludere automaticamente la sostituzione della pena detentiva con quella pecuniaria; il giudice ha il potere/dovere di acquisire informazioni (art. 545-bis c.p.p.) per valutare le condizioni economiche e la possibile quantificazione del valore giornaliero.
- Le condizioni economiche disagiate non costituiscono di per sé motivo di esclusione dalla pena pecuniaria sostitutiva: la giurisprudenza di legittimità vieta una preclusione automatica e richiede una valutazione personalizzata.
- In caso di diniego della sostituzione per motivazioni procedurali o di valutazione non conformi ai principi di diritto (per es., imporre interamente l'onere probatorio sull'imputato), la Cassazione può annullare e rinviare la questione per nuovo esame.
- Per la difesa è consigliabile comunque produrre elementi sulle condizioni economiche (reddituali, patrimoniali, familiari) per agevolare la quantificazione della pena pecuniaria, ma il giudice non può limitarsi a richiedere tali elementi senza svolgere attività istruttoria.
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