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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 202/2024 del 04/01/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente aveva impugnato le sentenze di merito chiedendo la condanna della Vianini al pagamento di riserve relative a: anomalo andamento dei lavori su gallerie per la linea AV Roma-Napoli; lavorazioni extra-contratto non contabilizzate; errata liquidazione delle spettanze contrattuali; interessi per ritardato pagamento; premio per anticipata consegna. Contestava inoltre l'applicabilità delle Condizioni Generali di contratto (in particolare art. 17 sulle modalità di riserva), la validità della CTU e la configurabilità di indebito arricchimento.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto il ricorso in tutte le sue parti. Ha ritenuto inammissibili o infondati i vari motivi (17) per diverse ragioni: il lodo arbitrale aveva dichiarato soltanto incompetenza e non aveva formato giudicato sulla validità delle Condizioni Generali; il giudice di merito correttamente valutò che le Condizioni erano state specificamente approvate (pagg. 30-31 del contratto) e applicabili; le censure sulla CTU non dimostravano violazione del contraddittorio né della terzietà del consulente, essendo depositati sia il testo originario sia la versione definitiva; molte riserve furono ritenute generiche, non provate o intempestive; non fu provata la data di rilascio del cantiere necessaria per quantificare il danno da ritardo/collaudo; la domanda per indebito arricchimento venne rigettata per mancanza del requisito di sussidiarietà (ai sensi della normativa richiamata). Sono state inoltre confermate le spese a carico del ricorrente e la possibile maggiorazione del contributo unificato secondo il DPR 115/2002.

Norme richiamate

  • art. 1341 cod. civ.

    La Corte ha ritenuto che le clausole eventualmente vessatorie erano comunque state oggetto di specifica approvazione documentata nel contratto (pagg. 30-31), perciò vincolanti

  • art. 1342 cod. civ.

    Richiamato in rapporto al tema dell'approvazione delle condizioni generali; il giudice di merito ha valutato correttamente la sussistenza dell'approvazione specifica

  • art. 2909 cod. civ.

    Il lodo arbitrale vincola solo nei limiti delle questioni effettivamente decise: qui gli arbitri dichiararono incompetenza, senza pronunciarsi sulla validità del capitolato, perciò non vi è giudicato sulla materia

  • art. 348-ter cod. proc. civ.

    Applicata per escludere la rilevabilità in cassazione di certe questioni già decise in fatto dal giudice di merito (preclusione di nuovi esami)

  • art. 1362 cod. civ.

    Citato in rapporto all'interpretazione del contratto; la Corte ha ritenuto che l'attività interpretativa è rimessa al giudice di merito e non sindacabile in cassazione se fondata su accertamenti di fatto

  • art. 1366 cod. civ.

    Richiamato nell'ambito delle doglianze interpretative: il giudice di merito ha fatto valutazioni sul comportamento delle parti, valutazioni non censurabili in sede di legittimità

  • art. 132 cod. proc. civ.

    Richiesto come parametro per la motivazione: la Corte ha ritenuto la motivazione del giudice d'appello congrua e sufficiente e ha dichiarato inammissibili molte censure per difetto di specificità

  • 118 disp. att. cod. proc. civ.

    Richiamata insieme all'art. 132 per contestazioni sulla motivazione; la Cassazione ha ritenuto il vizio non concreto

  • art. 195 cod. proc. civ.

    Rilevante per la CTU: la Corte ha confermato che il consulente può rielaborare le conclusioni alla luce delle osservazioni delle parti senza violare il contraddittorio se depositati gli atti necessari

  • art. 1664 cod. civ.

    Richiamato in relazione alla questione della possibile rinuncia dell'appaltatore per appalto a misura; il giudice di merito ha valutato che non poteva essere automaticamente intesa come rinuncia alle maggiori lavorazioni effettivamente eseguite, ma la censura non è stata adeguatamente specificata per la cassazione

  • art. 1226 cod. civ.

    Richiamato in relazione alla liquidazione del danno: per ottenere risarcimento occorre la prova del danno e dei parametri temporali usati per la quantificazione

  • art. 2042 cod. civ.

    Usato come riferimento per la responsabilità aquiliana; la Corte ha escluso l'azione per indebito arricchimento ritenendo carente il requisito di sussidiarietà rispetto ad eventuali rimedi negoziali

  • art. 2041 cod. civ.

    Richiamato nel quadro delle norme sull'indebito arricchimento; la sentenza ha ritenuto che il riconoscimento della stessa pretesa in altra sede non crea automaticamente il diritto verso la controparte qui resistente

  • art. 115 e 116 cod. proc. civ.

    Richiamati in relazione all'onere della prova e alla valutazione delle risultanze; la Corte ha confermato il sindacato di merito sulle valutazioni probatorie

  • art. 2697 cod. proc. civ.

    Richiamato in relazione all'onere della prova: la ricorrente non ha fornito prove sufficienti per le sue pretese

  • D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    La Corte ha constatato la sussistenza dei presupposti per la maggiorazione del contributo unificato a carico del ricorrente

Massime di principio

  • Un lodo arbitrale che dichiara solo incompetenza non forma giudicato su questioni non esaminate: non esclude automaticamente la validità di clausole contrattuali non valutate dagli arbitri
  • Le Condizioni Generali possono ritenersi vincolanti anche se contengono clausole potenzialmente vessatorie, ove risulti documentata la loro specifica approvazione nel contratto
  • Le valutazioni ermeneutiche e sulla prova (interpretazione del contratto, valutazione della CTU, prova delle riserve) sono attività riservate al giudice di merito e difficilmente sindacabili in sede di cassazione salvo errori di diritto chiaramente indicabili
  • La CTU può modificare la propria relazione definitiva rispetto alla bozza dopo aver ricevuto osservazioni delle parti; ciò non costituisce di per sé violazione del contraddittorio se sono depositati gli atti rilevanti
  • Le riserve contrattuali devono essere tempestive e specifiche: va iscritta la riserva quando il fatto lesivo è percepibile con la normale diligenza, lasciando alla fase successiva la quantificazione
  • Per ottenere risarcimento del danno è necessaria prova adeguata (es. data di rilascio del cantiere) e non è sufficiente una stima equitativa senza accertamento del danno
  • L'azione per indebito arricchimento richiede la sussidiarietà rispetto a rimedi contrattuali o negoziali e una prova chiara dell'arricchimento e dell'impoverimento collegato; il riconoscimento altrove della stessa pretesa non è in sé titolo automatico
  • In appalto a misura, la pretesa di maggiori compensi per lavorazioni extra richiede prova puntuale dell'effettiva esecuzione e della non rinuncia a tali pretese; clausole contrattuali e comportamento delle parti sono elementi decisivi

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