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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 20746/2022 del 27/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la convalida dell'ordinanza che aveva recepito il provvedimento del Questore del 3/12/2021: divieto di accesso agli impianti sportivi per 10 anni e obbligo di presentarsi al Commissariato PS San Lorenzo per 5 anni in occasione delle partite del Palermo FC. Si duole di violazione di legge e vizio motivazionale, deducendo che l'incendio boschivo contestato (per uso di fumogeni/razzi) era avvenuto in una zona distante dallo stadio e quindi senza concreta pericolosità sociale; contesta altresì la carenza di motivazione aggiuntiva richiesta per imporre l'obbligo di presentazione e la mancanza di elementi che rendessero probabile la violazione del divieto di accesso.

La decisione

La Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha richiamato i presupposti per la convalida (necessità e urgenza, pericolosità concreta, attribuibilità delle condotte e congruità della durata) e ritenuto che ricorrano: esistono indizi sufficienti di attribuzione della condotta al ricorrente; la pericolosità è dimostrata dai tre precedenti provvedimenti di divieto e da numerosi precedenti penali unitamente alla condotta oggettivamente pericolosa (accensione di razzi che ha determinato incendio); la motivazione circa la necessità poteva essere desunta dalla gravità dei fatti e non richiedeva formule espressive; la durata dell'obbligo di presentazione è stata fissata nel minimo quinquennale di legge e giudicata congrua. Conseguentemente il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 423-bis cod. pen.

    La norma viene richiamata per qualificare il fatto contestato (cagionamento colposo di incendio in area boschiva in occasione di manifestazione sportiva) e giustificare la misura limitativa imposta per la pericolosità della condotta

  • art. 6, legge 13 dicembre 1989, n. 401

    Richiamata quale parametro di riferimento per la riconducibilità delle condotte che legittimano l'adozione delle misure restrittive connesse alle manifestazioni sportive; la convalida richiede che la condotta sia compatibile con le ipotesi previste dalla disposizione

Massime di principio

  • La convalida del provvedimento del Questore che impone obbligo di presentazione non richiede sempre una formulazione espressa e dettagliata delle ragioni di necessità: in presenza di fatti gravi la necessità può essere desunta dalla gravità della condotta e dalla pericolosità del soggetto
  • L'urgenza o la carenza di motivazione possono invalidare il provvedimento solo se quest'ultimo è stato già eseguito prima della convalida e l'interessato ha dovuto adempiere all'obbligo nel periodo intermedio
  • Per l'attribuibilità della condotta non è richiesta la certezza probatoria: sono sufficienti elementi indiziari seri e concordanti per giustificare la misura cautelare amministrativa da parte del Questore e la sua convalida da parte del giudice
  • Precedenti specifici (es. provvedimenti di divieto di accesso alle manifestazioni sportive) e precedenti penali aumentano la percezione di pericolosità e rendono più agevole la convalida di obblighi di presentazione anche quando l'evento dannoso è avvenuto in luogo non immediatamente contiguo allo stadio
  • La distanza fisica del luogo dell'evento dallo stadio non annulla automaticamente la rilevanza del fatto rispetto alla sicurezza delle manifestazioni sportive se la condotta è collegata all'evento sportivo
  • La congruità della durata della misura viene valutata rispetto ai parametri di legge; la fissazione nel minimo previsto (es. cinque anni per l'obbligo di presentazione) è compatibile se giustificata dalla pericolosità del soggetto e dalla gravità dei fatti

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