Sentenza n. 3341/2026 - Roma, Sezione 5T
per l’accertamento del silenzio-inadempimento relativamente all'assegnazione del lotto A18 di cui all’Avviso pubblico per l'affidamento di n. 31 concessioni per finalità turistiche e ricreative dei beni demaniali marittimi del litorale di Roma Capitale (determinazione dirigenziale n. QC/462/2025 del 14.2.2025, prot. QC/2025/14486); nonché per la condanna dell’amministrazione a provvedere, anche mediante nomina di un commissario ad acta in caso di perdurante inerzia;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: silenzio-inadempimento sull'assegnazione della concessione demaniale marittima relativa al lotto A18
Esito
Favorevole al resistente (ente concedente)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ha proposto ricorso ex art. 117 c.p.a., deducendo di essersi aggiudicata il lotto A18 nell'ambito dell'avviso pubblico per l'affidamento di 31 concessioni demaniali marittime per finalità turistiche e ricreative e di avere inutilmente sollecitato Roma Capitale a procedere all'assegnazione della concessione, mediante richieste di informazioni e successive diffide e missive. Ha chiesto l'accertamento del silenzio-inadempimento e la condanna dell'amministrazione a provvedere, anche mediante nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia. Roma Capitale ha contestato la sussistenza del silenzio.
La decisione
Il TAR ha respinto il ricorso. Ha rilevato che, dopo l'istanza della società per il rilascio della concessione, Roma Capitale aveva adottato una determinazione dirigenziale con la quale aveva disposto di procedere alla sottoscrizione delle concessioni demaniali marittime per la stagione balneare 2026. L'amministrazione aveva motivato la scelta richiamando, da un lato, un'ordinanza del Consiglio di Stato relativa alla permanenza provvisoria nella gestione dello stabilimento fino allo sgombero dell'area e, dall'altro, la prosecuzione delle verifiche sui requisiti degli aggiudicatari, anche in considerazione dei ricorsi e delle segnalazioni ricevute, che aveva determinato un allungamento dei tempi di assegnazione. Secondo il TAR, indipendentemente dalla legittimità della determinazione, questione estranea al giudizio sul silenzio, l'atto manifestava la posizione dell'amministrazione e l'orientamento dell'iter procedimentale, escludendo quindi la configurabilità del silenzio-inadempimento. Le spese sono state compensate per le peculiarità della controversia.
Norme richiamate
art. 117 c.p.a.
ricorso ex art. 117 c.p.a.
Il rito avverso il silenzio presuppone l'inerzia dell'amministrazione rispetto all'obbligo di provvedere; nel caso concreto il TAR ha escluso tale inerzia poiché l'ente aveva adottato un atto espressivo della propria posizione procedimentale.
Massime di principio
- Nel giudizio avverso il silenzio-inadempimento, la sussistenza dell'inerzia deve essere valutata verificando se l'amministrazione abbia adottato un atto che manifesti la propria posizione e dia conto dell'orientamento dell'iter procedimentale, anche quando tale atto sia rivolto contestualmente a una pluralità di destinatari e non definisca ancora favorevolmente la posizione del singolo istante.
- L'eventuale illegittimità dell'atto adottato dall'amministrazione non può essere esaminata nel giudizio sul silenzio quando tale questione esula dall'oggetto del rito: l'adozione di un atto espresso esclude comunque la configurabilità del silenzio-inadempimento, ferma la possibilità di impugnare l'atto con l'azione appropriata.
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