Cassazione Penale, Sentenza n. 41557/2024 del 12/11/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugna l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Venezia che ha revocato la misura alternativa della semilibertà concessa il 13/03/2024. La revoca era stata motivata dal venir meno dell'offerta lavorativa da parte della cooperativa Alice, su cui si era fondata la concessione della semilibertà. In cassazione sono stati presentati due motivi: (1) incompetenza territoriale del Tribunale di sorveglianza di Venezia, poiché il procedimento di revoca era stato instaurato quando il ricorrente si trovava ristretto presso il carcere di Opera, quindi la competenza sarebbe del Tribunale di sorveglianza di Milano; (2) violazione dell'art. 50 Ord. pen. e vizio di motivazione per avere il Tribunale escluso la possibilità di mantenere la semilibertà per consentire al condannato di proseguire gli studi universitari.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il primo motivo fondato e assorbente: ha affermato che, ai sensi dell'art. 677, comma 1, cod. proc. pen., la competenza a decidere sulla revoca di una misura alternativa spetta al Tribunale di sorveglianza in cui la misura è in corso di esecuzione (quindi Milano nel caso in cui il detenuto fosse ristretto a Opera). L'ordinanza impugnata è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi al Tribunale di sorveglianza di Milano per l'ulteriore corso in ordine alla eventuale revoca della semilibertà. Per la Corte la questione di competenza assorbiva il secondo motivo, che quindi non è stato esaminato nel merito.
Norme richiamate
art. 677, comma 1, cod. proc. pen.
La competenza a decidere sulla revoca di una misura alternativa spetta al Tribunale di sorveglianza in cui la misura è in corso di esecuzione; la revoca è autonoma rispetto al procedimento di concessione.
art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen.
Richiamato come parametro per censurare il vizio di motivazione (manifestamente illogica) del provvedimento impugnato, in particolare rispetto alla eccezione di incompetenza territoriale.
art. 606, comma 1, lett. b), cod. proc. pen.
Richiamato in relazione alla dedotta violazione di norma sostanziale o di motivazione, posto che il secondo motivo riguardava presunta violazione dell'art. 50 Ord. pen.
art. 50 Ord. pen.
Richiamato dal ricorrente per sostenere che la semilibertà avrebbe potuto essere mantenuta per consentire la prosecuzione degli studi universitari; la Corte però non ha esaminato il motivo di merito, avendo ritenuto decisivo il profilo di incompetenza territoriale.
art. 173 disp. att. cod. proc. pen.
Richiamato limitatamente ai limiti di estensione del ricorso in cassazione; il ricorso è stato esaminato nei limiti consentiti dalle disposizioni sulle impugnazioni.
giurisprudenza citata (Sez. 1, n. 21352 del 18/05/2005, Rv. 231962 - 01)
Confermato il principio che la revoca di una misura alternativa a pena spetta al Tribunale di sorveglianza del luogo di esecuzione della misura e non necessariamente a quello che ha emesso la concessione.
Massime di principio
- La competenza per decidere sulla revoca di una misura alternativa alla detenzione è del Tribunale di sorveglianza in cui la misura è in corso di esecuzione, non di quello che ha originariamente concesso il beneficio.
- Se il procedimento di revoca è instaurato quando il beneficiario è ristretto in un altro distretto penitenziario, va sollevata subito l'eccezione di incompetenza territoriale: la mancata osservanza di tale territorialità può portare all'annullamento del provvedimento.
- Quando la questione di competenza è decisiva, la Corte potrebbe annullare il provvedimento senza esaminare i motivi di merito posti dal ricorrente; gli atti saranno trasmessi al giudice territorialmente competente per il prosieguo.
- La perdita di un'offerta di lavoro che aveva costituito presupposto per la concessione di una misura alternativa può giustificare la revoca, ma la correttezza procedurale e la competenza territoriale devono essere rispettate prima di decidere sul merito.
- In situazioni analoghe difensori e parti devono verificare e documentare immediatamente il luogo di esecuzione della misura e agire tempestivamente sulla base della competenza territoriale per evitare decisioni invalide per vizio di competenza.
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