Cassazione Penale, Ordinanza n. 05325/2025 del 10/02/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (giudice)
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza del tribunale che aveva respinto la sua istanza volta a far riconoscere il medesimo disegno criminoso tra tre distinte sentenze di condanna. Le sentenze riguardavano, in sintesi, una truffa e un furto aggravato in concorso, l'esercizio abusivo di una professione con sostituzione di persona e truffa aggravata, e un furto in abitazione. Nel ricorso si deduceva, sostanzialmente, un vizio di motivazione e si contestava la valutazione negativa sull'unicità del disegno criminoso, valorizzando la contiguità temporale dei fatti e l'omogeneità dei reati. La Corte rileva però che le doglianze miravano in realtà a una nuova rivalutazione del merito, non consentita in sede di legittimità, e che il ricorrente non aveva assolto all'onere di allegare elementi specifici e concreti idonei a dimostrare una volizione unitaria.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che l'ordinanza impugnata fosse adeguatamente motivata nel negare l'esistenza del medesimo disegno criminoso, osservando che i reati, pur con omogeneità operative e ravvicinati nel tempo, si collocavano in una sequenza di condotte espressive di un modus vivendi criminale e di una generica propensione delittuosa, non di un progetto unitario. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 81 c.p.
Richiamato implicitamente per il tema del medesimo disegno criminoso/reato continuato; la Corte afferma che per riconoscerlo occorrono elementi specifici e concreti da cui desumere una volizione unitaria.
art. 616 c.p.p.
Base per la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende a seguito di declaratoria di inammissibilità.
Massime di principio
- Il riconoscimento del medesimo disegno criminoso non può fondarsi sulla sola contiguità cronologica dei fatti o sull'identità/analogia dei titoli di reato, poiché tali elementi sono di regola compatibili anche con l'abitualità criminosa.
- Chi invoca l'unicità del disegno criminoso ha l'onere di allegare e dimostrare elementi specifici e concreti dai quali sia desumibile una preventiva programmazione unitaria delle condotte.
- La motivazione del giudice di merito sul diniego del medesimo disegno criminoso è insindacabile in cassazione se congrua e logica; non è consentito trasformare il ricorso in una richiesta di nuova valutazione del fatto.
- In sede di legittimità non è deducibile un generico difetto di motivazione se tale vizio non emerge dalla lettura del provvedimento impugnato e le censure si risolvono in contestazioni di merito.
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