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Sentenza

Sentenza n. 37/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Campania sezione staccata di Salerno, Sezione Prima, n. 1883/2023, resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202308717

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Sentenza del TAR Campania, sezione staccata di Salerno, n. 1883/2023, che aveva respinto il ricorso contro l’ordinanza comunale di immediata cessazione dell’attività di raccolta di giochi pubblici

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (operatore commerciale)

Prevale il privato

La controversia

La società appellante contestava la sentenza del TAR che aveva ritenuto legittima l’ordinanza comunale del 18 aprile 2018, con cui era stata disposta l’immediata cessazione dell’attività commerciale di raccolta di giochi pubblici per mancanza di agibilità dell’immobile. In appello è stato dedotto un unico motivo, fondato sulla sopravvenuta cessazione della materia del contendere: dopo l’adozione dell’ordinanza, il Comune aveva rilasciato un permesso di costruire per lavori di rimozione e sostituzione del solaio, aveva successivamente riconosciuto l’agibilità dell’immobile per la destinazione d’uso richiesta e aveva revocato l’ordinanza impugnata. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli aveva inoltre disposto la riapertura e riattivazione della rivendita e della ricevitoria. Gli ulteriori atti erano stati impugnati dalla controinteressata, ma i relativi ricorsi erano stati respinti sia in primo grado sia in appello.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che l’ordinanza impugnata era stata revocata dal Comune con provvedimento del 20 dicembre 2018, a seguito dell’ultimazione dei lavori autorizzati e dell’accertamento della legittimità edilizia e urbanistica dell’immobile e della sua agibilità per la destinazione d’uso richiesta. La sopravvenuta rimozione dell’atto lesivo e il conseguente venir meno dell’interesse alla decisione demolitoria hanno impedito una pronuncia sul merito della legittimità originaria dell’ordinanza. Le spese del grado sono state compensate, anche in considerazione della costituzione meramente formale dell’unica parte costituita.

Norme richiamate

  • art. 38, comma 2, d.l. 4 luglio 2006, n. 223

    La disposizione è richiamata quale base normativa dell’attività di raccolta di giochi pubblici oggetto dell’ordinanza comunale di cessazione.

  • art. 87, comma 4-bis, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla trattazione da remoto dell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato.

Massime di principio

  • Quando il provvedimento amministrativo impugnato viene revocato dall’amministrazione nel corso del giudizio e tale revoca elimina l’attualità dell’interesse alla pronuncia demolitoria, il giudice amministrativo deve dichiarare cessata la materia del contendere, senza esaminare la legittimità originaria dell’atto.
  • La revoca dell’ordinanza di cessazione dell’attività, conseguente al successivo accertamento dell’agibilità e della legittimità edilizia e urbanistica dell’immobile, determina il venir meno dell’oggetto sostanziale della controversia relativa alla prosecuzione dell’attività stessa.

Come è indicizzato

MaterieAgibilità e certificazioniEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseEfficacia ed esecutorietà

Testo integrale

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