Sentenza n. 280/2026 - L'aquila, Sezione 1
per l'annullamento provvedimento daspo emesso dalla Questura di Teramo il 28.10.2022 n. -OMISSIS-(doc. 1) e notificato in pari data nonché di tutti gli atti ad esso collegati e conseguenti,
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, poiché la revoca del DASPO aveva fatto venir meno l'utilità concreta e attuale di una pronuncia di annullamento. Le spese di giudizio sono state compensate tra le parti. È stato inoltre disposto l'oscuramento dei dati identificativi della parte interessata ai sensi della normativa sulla protezione dei dati personali.
Atto impugnato: provvedimento DASPO emesso dalla Questura di Teramo e notificato il 28 ottobre 2022
Esito
Favorevole al resistente (autorità di pubblica sicurezza)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente aveva impugnato il provvedimento DASPO adottato dalla Questura di Teramo, chiedendone l'annullamento insieme agli atti collegati e conseguenti. Nel corso del giudizio ha dichiarato di non avere più interesse alla decisione, rappresentando che, a seguito dell'archiviazione del procedimento penale presupposto all'adozione del DASPO, il provvedimento era stato revocato il 13 novembre 2023 e che aveva ripreso a frequentare regolarmente gli stadi.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
La disposizione è stata applicata per dichiarare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
art. 85, comma 9, c.p.a.
Richiamato quale disposizione processuale applicabile alla definizione del giudizio.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione alla trattazione della causa nell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato.
art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003
Posto a fondamento dell'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi della parte.
art. 10 Regolamento (UE) 2016/679
Richiamato in relazione alla tutela dei dati personali concernenti condanne penali e reati.
Massime di principio
- La revoca dell'atto amministrativo impugnato, quando elimina ogni utilità concreta e attuale conseguibile mediante la decisione giudiziale, determina la sopravvenuta carenza di interesse e l'improcedibilità del ricorso.
- La dichiarazione della parte di non avere più interesse alla decisione, corroborata dalla revoca dell'atto impugnato e dal venir meno dei suoi effetti lesivi, consente al giudice amministrativo di definire il giudizio dichiarandolo improcedibile.
- La revoca di un provvedimento DASPO intervenuta dopo l'archiviazione del procedimento penale presupposto fa venir meno l'interesse alla domanda di annullamento del DASPO, ove non siano prospettate ulteriori utilità concrete derivanti dalla pronuncia.
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