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Cassazione Civile, Ordinanza n. 10212/2024 del 16/04/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (autorità di vigilanza)

La controversia

La controversia origina da un procedimento sanzionatorio Consob irrogato a un componente del collegio sindacale di un istituto bancario, per omesso controllo su un'operazione svolta nel 2013 dalla banca: collocamento massiccio e sistematico di azioni proprie e di azioni emesse tramite apertura del libro soci, qualificato come offerta al pubblico di prodotti finanziari in assenza di prospetto informativo. La Consob aveva applicato una sanzione pecuniaria di euro 100.000 e la perdita temporanea dei requisiti di onorabilità. L'opposizione dell'interessato era stata respinta dalla corte territoriale, che aveva ritenuto tempestiva la contestazione, legittimo il procedimento sanzionatorio, sussistente la responsabilità del sindaco per violazione dei doveri di vigilanza e corretta la qualificazione dell'operazione come offerta al pubblico ai sensi del TUF. Nel ricorso per cassazione venivano dedotti sei motivi: difetto di motivazione del provvedimento sanzionatorio; violazione del principio di separazione tra funzioni istruttorie e decisorie; insussistenza della colpa e ascrizione della responsabilità in modo oggettivo; difficoltà di rilevazione delle criticità da parte del collegio sindacale; contraddittorietà tra provvedimenti cautelari e decisione finale; erronea qualificazione dell'operazione come offerta al pubblico di prodotti finanziari e conseguente insussistenza dell'obbligo di prospetto.

La decisione

La Corte di cassazione ha respinto integralmente il ricorso. Ha ritenuto infondati i primi due motivi, affermando che nel giudizio di opposizione alle sanzioni amministrative è sufficiente una motivazione succinta del provvedimento, anche per relationem, e che il principio di separazione tra fase istruttoria e fase decisoria non esige la presenza costante dell'interessato né l'audizione orale in sede amministrativa, essendo sufficiente il pieno sindacato giurisdizionale successivo. Ha dichiarato inammissibili i motivi terzo, quarto e quinto perché diretti a ottenere una rivalutazione del merito sulla responsabilità del sindaco e sulla ricostruzione fattuale, già logicamente e congruamente esaminata dalla corte territoriale. Ha ritenuto infondato il sesto motivo, chiarendo che la nozione di offerta al pubblico di prodotti finanziari è ampia e può ricomprendere anche iniziative di collocamento standardizzate e rivolte a una platea indifferenziata di destinatari; nel caso concreto la banca aveva posto in essere una campagna sistematica e programmata di collocamento di azioni proprie, con condizioni uniformi e finalità di patrimonializzazione, senza prospetto informativo. Conseguentemente, il ricorso è stato rigettato con condanna alle spese e con obbligo dell'ulteriore contributo unificato se dovuto.

Norme richiamate

  • art. 195 TUF

    Richiamato per i vizi dedotti sul procedimento sanzionatorio e sulla motivazione del provvedimento Consob.

  • art. 24, comma 2, L. 262/2005

    Il principio di distinzione tra funzioni istruttorie e decisorie va valutato in concreto e non richiede la compresenza costante dell'interessato nella fase amministrativa.

  • art. 3 L. 689/1981

    Invocato in tema di elemento soggettivo della violazione; la Corte ha escluso che la censura potesse condurre a una rivalutazione del merito già compiuta.

  • art. 18 L. 689/1981

    Richiamato per contestare la validità della motivazione e del procedimento sanzionatorio.

  • art. 23, comma 12, L. 689/1981

    Censurato insieme alle norme sulla prova e sulla colpa; la Corte ha ritenuto inammissibile la richiesta di nuova valutazione dei fatti.

  • art. 6, comma 11, d.lgs. 150/2011

    Richiamato quale disciplina del giudizio di opposizione alle sanzioni amministrative.

  • art. 2729 c.c.

    Invocato per contestare il ragionamento presuntivo sulla responsabilità del sindaco.

  • art. 2697 c.c.

    Invocato per la ripartizione dell'onere della prova sulla colpa e sulla conoscibilità delle anomalie.

  • art. 116 c.p.c.

    Richiamato per criticare la valutazione delle prove e dei verbali societari e ispettivi.

  • art. 111 Cost.

    Richiamato con riferimento alle garanzie del giusto processo e alla motivazione.

  • art. 1, comma 1, lett. t), TUF

    La nozione di offerta al pubblico di prodotti finanziari è interpretata in senso ampio, valorizzando la capacità concreta della comunicazione di porre l'investitore in condizione di decidere.

  • art. 94, comma 1, TUF

    L'offerta al pubblico di prodotti finanziari richiede la previa pubblicazione del prospetto informativo.

  • art. 21 TUF

    Richiamato in contrapposizione alla disciplina dell'offerta al pubblico: quando vi sono servizi di investimento e operazioni personalizzate, operano obblighi informativi specifici.

  • art. 97, comma 4, d.lgs. 58/1998

    Norma citata nella descrizione degli accertamenti informativi svolti da Consob nei confronti della banca.

  • art. 2403-bis c.c.

    Richiamato per affermare l'esigibilità dei poteri di ispezione e controllo del collegio sindacale.

  • art. 13, comma 1-quater, D.P.R. 115/2002

    Applicato per dare atto della debenza dell'ulteriore contributo unificato in caso di rigetto del ricorso.

Massime di principio

  • Nel giudizio di opposizione a sanzioni amministrative, il provvedimento sanzionatorio può essere motivato in forma sintetica e anche per relationem, purché emerga il nucleo fattuale della contestazione e risulti che siano state esaminate le deduzioni difensive.
  • Il principio di separazione tra fase istruttoria e fase decisoria nei procedimenti sanzionatori amministrativi non impone una partecipazione orale dell'incolpato né la contestuale presenza dell'interessato a ogni attività istruttoria; è sufficiente che il contraddittorio sia assicurato in modo coerente con la natura del procedimento e sia possibile un pieno sindacato giurisdizionale successivo.
  • La responsabilità del componente dell'organo di controllo societario va valutata alla luce dei doveri di diligenza propri della funzione e del contesto operativo concreto; non è sufficiente invocare la brevità dell'incarico o la complessità organizzativa se dagli atti risulta che il sindaco abbia partecipato a riunioni e avuto accesso a elementi idonei a far emergere le anomalie.
  • Non è consentito in cassazione sollecitare una nuova valutazione del merito quando la sentenza impugnata abbia dato una ricostruzione fattuale coerente e non illogica, specie in tema di colpa, conoscibilità dei segnali di allarme e graduazione dei poteri di controllo.
  • L'offerta al pubblico di prodotti finanziari deve essere interpretata in senso funzionale e sostanziale: è sufficiente una comunicazione rivolta a una pluralità indeterminata di destinatari, con condizioni uniformi e contenuti idonei a orientare la decisione di investimento, anche se attuata mediante collocamento da parte dell'emittente o di soggetti abilitati.
  • Quando il collocamento di strumenti finanziari avviene attraverso iniziative standardizzate e programmate dai vertici dell'emittente, rivolte indistintamente alla clientela e finalizzate a obiettivi di patrimonializzazione o di smobilizzo di strumenti propri, può configurarsi un'offerta al pubblico soggetta all'obbligo di prospetto.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniTitoli di creditoAmministratoriIntermediazione finanziaria
RamiProcesso civileCommercialeSocietarioBancario e finanziario
SottomaterieRicorso per cassazioneResponsabilità degli amministratoriObblighi informativi MIFID
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezza

Testo integrale

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