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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46913/2023 del 22/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato la richiesta di liberazione condizionale; il rigetto si fondava, in particolare, sulla mancanza di iniziative riparatorie nei confronti delle vittime nonché sulla gravità dei fatti. Il ricorrente ha censurato la decisione per vizio di motivazione e violazione di legge, sostenendo che il Tribunale non ha effettuato la valutazione globale richiesta da questa Corte (art. 627, comma 3 c.p.p.) e ha ritenuto essenziale il difetto di condotte riparatorie nonostante gli elementi positivi emersi (collaborazione, buona condotta, detenzione domiciliare regolare, lavoro, rapporti familiari stabili e pareri favorevoli).

La decisione

La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata e disposto il rinvio per nuovo esame al Tribunale di sorveglianza di Roma in diversa composizione. La Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia motivato il rigetto esclusivamente sulla carenza di "atteggiamenti risarcitori", senza valutare unitariamente tutti gli elementi favorevoli al ravvedimento emersi nel fascicolo e senza superare le carenze già evidenziate nella precedente pronuncia di annullamento. Si è quindi imposto un nuovo giudizio con valutazione globale e sistematica di tutti gli elementi acquisiti.

Norme richiamate

  • art. 16-nonies decreto-legge 15 gennaio 1991, n. 8, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 marzo 1991, n. 82

    La concessione della liberazione condizionale è subordinata al requisito del "sicuro ravvedimento" ancorato a un giudizio prognostico affidabile; occorre altresì che sia stato scontato il periodo minimo della pena e che non sussistano persistenti collegamenti con criminalità organizzata o eversiva.

  • art. 176, comma primo, cod. pen.

    "implica comportamenti positivi da cui poter desumere l'abbandono delle scelte criminali"

    La nozione di ravvedimento richiede comportamenti concreti e positivi che dimostrino la revisione critica delle scelte criminali; tali comportamenti servono a fondare il giudizio prognostico sulla futura condotta.

  • art. 627, comma 3, cod. proc. pen.

    Richiama la necessità di una motivazione adeguata e di una valutazione complessiva nel giudizio sul beneficio; il Tribunale deve compiere una valutazione globale e non limitarsi ad un unico elemento valutativo.

Massime di principio

  • L'assenza di atti di riparazione verso le vittime non è, di per sé, sufficiente a escludere la liberazione condizionale: deve essere valutata nel contesto complessivo del ravvedimento.
  • Il giudice deve svolgere una valutazione unitaria e motivata di tutti gli elementi (collaborazione, condotta durante l'esecuzione, rapporti familiari, lavoro, permessi premio, pareri istituzionali), esplicitando le ragioni per cui eventuali elementi positivi non sono ritenuti idonei a provare il "sicuro ravvedimento".
  • I pareri sintetici o "lapidari" di organi come la Direzione Nazionale Antimafia non possono sostituire una motivazione dettagliata del Tribunale: in caso di conflitto con elementi favorevoli, il giudice deve indicare specifiche circostanze fattuali che giustifichino il dissenso.
  • Per i collaboratori di giustizia, le iniziative risarcitorie hanno rilevanza significativa come indice di ravvedimento, ma non costituiscono un requisito obbligatorio; il loro valore va ponderato insieme ad altri comportamenti concreti.
  • Se la Corte di cassazione annulla per carenza motivazionale, il nuovo giudice deve affrontare espressamente i profili indicati dalla Cassazione; il mancato rispetto di tali indicazioni espone il provvedimento a nuova censura.

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