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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21338/2023 del 18/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione fondato sul vizio del procedimento relativo alla dichiarazione di assenza dell'imputato: l'imputato era stato dichiarato assente in sede di verifica della regolare costituzione delle parti; tuttavia la nomina di domicilio presso il difensore d'ufficio (verbale del 16/03/2021) era stata effettuata senza l'assenso del difensore ai sensi dell'art.162 comma 4‑bis c.p.p., per cui mancava un effettivo rapporto professionale e la prova della conoscenza del procedimento da parte dell'imputato. Pertanto si contesta che la notifica al difensore d'ufficio non fosse idonea a fondare una valida dichiarazione di assenza e che ciò abbia violato il contraddittorio.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha dichiarato la nullità della dichiarazione di assenza e ha annullato la sentenza del Giudice di Pace di Roma del 31/05/2022. Ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Giudice di Pace di Roma in diversa persona fisica, osservando che la notifica al difensore d'ufficio, in assenza di prova dell'effettiva instaurazione del rapporto professionale e della certezza della conoscenza del processo da parte dell'imputato, non può legittimare la pronuncia in assenza.

Norme richiamate

  • d.lgs. n.286 del 1998, art.14 comma 5‑bis e 5‑ter

    Norma sostanziale che definisce il fatto per cui era imputato Sayadi Mohamed; citata per indicare la contestazione oggetto del procedimento.

  • codice di procedura penale, art.162 comma 4‑bis

    L'articolo disciplina, tra l'altro, la validità dell'elezione di domicilio presso il difensore: l'elezione deve essere assistita dall'assenso del domiciliatario e, secondo la decisione, l'assenza di tale assenso mette in dubbio l'effettività del rapporto professionale e la conoscenza del processo da parte dell'imputato.

  • codice di procedura penale, art.420‑bis comma 2

    Richiama i presupposti per la dichiarazione di assenza e l'esigenza che l'imputato abbia avuto conoscenza del procedimento; la Corte sottolinea che la mera notifica formale al difensore d'ufficio non è sufficiente a dimostrare tale conoscenza se manca prova dell'effettivo rapporto.

  • codice di procedura penale, art.178 comma 1 lett. c

    Norma di riferimento sulle nullità processuali riferibili all'intervento dell'imputato; la Corte discute la qualificazione della nullità derivante dall'omessa citazione dell'imputato alla luce di questa norma.

  • codice di procedura penale, art.179

    La Corte aderisce all'orientamento che qualifica come nullità assoluta la dichiarazione di assenza quando manchi la certezza della conoscenza del processo da parte dell'imputato (omessa citazione).

  • codice di procedura penale, art.182

    Norma sulla sanatoria delle nullità: la Corte indica che, contrariamente a taluni precedenti che ammettevano la sanabilità, la mancanza della prova della conoscenza del processo integra una nullità assoluta non sanabile ex art.182.

Massime di principio

  • L'elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio, se non è assistita dall'assenso del difensore e dalla prova di un effettivo rapporto professionale, non è di per sé idonea a dimostrare che l'imputato abbia avuto conoscenza del processo.
  • Prima di dichiarare l'imputato assente il giudice deve accertare concretamente la 'certezza' della conoscenza da parte dell'imputato dei contenuti dell'accusa e della data/luogo del processo; la mera notifica formale può risultare insufficiente.
  • La dichiarazione di assenza basata su notifica inesistente o inidonea può costituire nullità assolta (omessa citazione) che comporta l'annullamento della sentenza e il rinvio per nuovo giudizio.
  • In contestazioni analoghe è utile che la difesa documenti il mancato consenso del difensore domiciliatario o la totale assenza di rapporto professionale per impugnare eventuali pronunce in assenza.
  • La giurisprudenza non è sempre uniforme, ma l'orientamento della Cassazione in questa decisione privilegia la tutela del contraddittorio e della conoscenza effettiva del procedimento rispetto alla mera formalità della notifica.

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