Sentenza n. 423/2026 - Milano, Sezione 3
per l'ottemperanza alla sentenza n. -OMISSIS- del Tribunale di -OMISSIS- - Sezione Lavoro
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione di una sentenza del giudice del lavoro divenuta definitiva, recante condanna al riconoscimento del beneficio economico della Carta del docente
Esito
Favorevole al ricorrente (docenti)
Prevale il privato
La controversia
I ricorrenti hanno promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l'esecuzione di una sentenza del giudice del lavoro, notificata al Ministero il 20 gennaio 2025, che aveva condannato l'amministrazione a riconoscere a ciascun docente il beneficio economico annuale di 500 euro tramite la Carta del docente, per importi complessivi variabili tra 1.500 e 2.500 euro in relazione alle annualità indicate nel titolo giudiziale. Dedotta la decorrenza senza esito del termine dilatorio di 120 giorni previsto per il pagamento dei debiti delle amministrazioni pubbliche, i ricorrenti hanno chiesto l'ordine di esecuzione, la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inadempimento e la condanna alle spese. Il Ministero si è costituito con una memoria di stile, senza contestare né l'esistenza né l'ammontare del credito e senza fornire indicazioni sull'adempimento.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, accertando l'inottemperanza del Ministero rispetto alla sentenza del giudice del lavoro, divenuta definitiva e ritualmente notificata. Ha rilevato che era inutilmente decorso il termine dilatorio di 120 giorni e che l'amministrazione non aveva effettuato neppure pagamenti parziali. In assenza di contestazioni sull'an e sul quantum del credito, ha ordinato al Ministero di effettuare integralmente i pagamenti entro 120 giorni dalla pubblicazione della sentenza. Ha nominato sin d'ora, per l'eventuale ulteriore inerzia, il Ragioniere Generale dello Stato quale commissario ad acta, con facoltà di delega, assegnandogli 60 giorni dalla comunicazione dell'inottemperanza per compiere tutti gli atti necessari al pagamento, a carico e spese dell'amministrazione inadempiente. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese di lite, liquidate in 800 euro oltre accessori, oltre al rimborso del contributo unificato, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
art. 114 c.p.a.
Costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di accertare l'inottemperanza e adottare le misure necessarie all'esecuzione del giudicato, inclusa la nomina del commissario ad acta.
art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30
Prevede il termine dilatorio di 120 giorni per il pagamento delle somme dovute dalle amministrazioni pubbliche in forza di titoli esecutivi; decorso inutilmente tale termine, può essere promosso il giudizio di ottemperanza.
art. 1, comma 121, l. 13 luglio 2015, n. 107
È la disposizione richiamata nel titolo giudiziale quale base del beneficio economico annuale della Carta del docente.
Massime di principio
- Il giudizio di ottemperanza è fondato quando il titolo giudiziale è passato in giudicato, è stato ritualmente notificato e l'amministrazione non ha adempiuto entro il termine dilatorio previsto per il pagamento dei debiti pubblici.
- In presenza di un credito risultante da una sentenza di condanna, non contestato dall'amministrazione né nell'an né nel quantum, il giudice dell'ottemperanza può ordinare il pagamento integrale entro un termine assegnato con la sentenza.
- Il giudice dell'ottemperanza può nominare sin d'ora un commissario ad acta, destinato a operare in caso di ulteriore inerzia dell'amministrazione dopo la scadenza del termine assegnato per l'adempimento.
- La mancata contestazione dell'obbligazione e l'assenza di pagamenti, anche parziali, costituiscono elementi idonei a comprovare l'inottemperanza al titolo giudiziale.
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