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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 9208/2024 del 04/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnano la sentenza del 17/07/2023 con cui, nell'ambito di patteggiamento (art. 444 c.p.p.), furono loro applicate pene per il reato di detenzione di stupefacenti (art. 73 d.P.R. 309/1990) e, tra l'altro, fu disposta la confisca della somma di denaro sequestrata (circa Euro 1.100). La difesa deduce violazione di legge in relazione agli artt. 240 c.p. e 87 T.U. Stup., sostenendo che non risultava provata la provenienza illecita del denaro e che, per mera detenzione (e non cessione), non sussisteva il presupposto per la confisca ordinaria; invoca altresì il proprio interesse a ricorrere ex art. 448, co. 2-bis c.p.p. e cita giurisprudenza favorevole.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha rigettato le doglianze. Ha ritenuto che la confisca disposta dal GIP si inquadri quale confisca per sproporzione ex art. 240-bis c.p., applicabile per rinvio dall'art. 85-bis d.P.R. 309/1990 anche nei casi di detenzione di stupefacenti. La motivazione della confisca, benché sintetica, è ritenuta sufficiente (il giudice ha rilevato che gli imputati non hanno giustificato la provenienza del denaro e lo ha ritenuto provento di spaccio). Il ricorso è stato condannato alle spese e i ricorrenti sono stati condannati a pagare Euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 240 c.p. (codice penale)

    Norma sulla confisca per profitto del reato: la Corte segnala che, rispetto al reato di mera detenzione di stupefacenti, non è applicabile la confisca ordinaria ex art. 240 c.p. senza il necessario nesso tra denaro e reato di cessione

  • art. 240-bis c.p. (codice penale)

    Prevede la confisca per sproporzione (beni il cui valore è sproporzionato rispetto ai redditi leciti). La Corte ha ritenuto applicabile tale istituto al denaro rinvenuto, in conformità al rinvio operato dall'art. 85-bis d.P.R. 309/90

  • art. 85-bis d.P.R. 309/1990 (T.U. stupefacenti)

    Dispone il rinvio ad alcune norme del codice penale in materia patrimoniale; la Corte ha richiamato tale norma per collegare il reato di detenzione di droga alla possibilità di applicare la confisca per sproporzione prevista dall'art. 240-bis c.p.

  • art. 73 d.P.R. 309/1990 (T.U. stupefacenti)

    Norma sostanziale che punisce illecita detenzione e cessione di stupefacenti; la Corte distingue la mera detenzione (per la quale non opera automaticamente la confisca ex art. 240 c.p.) dall'ipotesi di cessione, per la quale sono previste misure patrimoniali diverse (cfr. comma 7-bis)

  • art. 73, comma 7-bis d.P.R. 309/1990

    Citato in motivazione come norma applicabile nelle ipotesi di cessione; la Corte osserva che tale comma e l'art. 240 c.p. non giustificano la confisca nel caso di mera detenzione, salvo l'ipotesi di sproporzione (art. 240-bis)

  • art. 87 T.U. stupefacenti (d.P.R. 309/1990)

    Richiamato dalla difesa nella doglianza sulla legittimità della confisca; nella decisione complessiva la Corte non ritiene determinante tale rilievo, ricollegando l'ablazione all'art. 240-bis per sproporzione

  • art. 444 c.p.p. (patteggiamento)

    Il giudizio si svolse con rito speciale per patteggiamento; la Corte rileva che il tipo di rito e l'accordo sulla pena sono fattori considerati nel quadro motivazionale della confisca

  • art. 448, co. 2-bis c.p.p.

    Norma invocata dalla difesa per dimostrare l'interesse a proporre il ricorso in Cassazione; la Corte accoglie l'idea dell'interesse ma dichiara comunque il ricorso inammissibile

  • art. 611 c.p.p.

    Richiamato per indicare che il ricorso è stato trattato cartolarmente (decisione scritta senza udienza); non incide sulla valutazione di inammissibilità sostanziale

Massime di principio

  • In materia di detenzione di stupefacenti, la confisca del denaro rinvenuto non è automaticamente legittima ai sensi dell'art. 240 c.p.: è necessaria la prova del nesso tra somma e profitto del reato o, in mancanza, l'applicazione della confisca per sproporzione ex art. 240-bis c.p.
  • L'art. 85-bis del T.U. stupefacenti rinvia agli strumenti del codice penale (come la confisca per sproporzione) e può giustificare l'ablazione patrimoniale anche in casi di mera detenzione se ricorrono i presupposti della sproporzione
  • Quando si impugna una confisca, la difesa deve contestare specificamente la sproporzione o fornire prova della lecita provenienza del denaro: la sola asserzione generica non è sufficiente a dissuadere la Corte se il giudice di merito ha motivato (anche sinteticamente) l'ablazione
  • Nel contesto di patteggiamento il giudice può comunque disporre misure patrimoniali ragionate e la motivazione, pur sintetica, può essere ritenuta idonea se indica il mancato convincente chiarimento della provenienza dei fondi da parte dell'imputato
  • Per evitare l'inammissibilità in Cassazione è opportuno formulare motivazioni ben circostanziate e rilevanti ai fini di diritto, contestando espressamente gli elementi giuridici (es. applicabilità dell'art. 240 vs art. 240-bis) e non solo la mancanza di prova fattuale

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