Cassazione Penale, Sentenza n. 35789/2024 del 24/09/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Russo era destinatario di sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente di 321.929 euro, da eseguirsi prioritariamente sulle liquidita' disponibili e, in mancanza, su altri beni nella sua disponibilita'. Tra i beni sottoposti a vincolo vi era la quota di un terzo di un immobile di famiglia acquisito molti anni prima. L'imputato ha chiesto il dissequestro sostenendo: a) che la polizia giudiziaria non aveva previamente verificato l'esistenza di disponibilita' liquide o altri beni costituenti il profitto del reato, violando l'obbligo di ricerca dei beni attinti da confisca diretta; b) che non era stato applicato il principio di ragionevolezza temporale elaborato dalla giurisprudenza per le confische di prevenzione e per sproporzione, che dovrebbe temperare l'ablazione di cespiti patrimoniali non direttamente collegati al reato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, con motivazione articolata: 1) sulla presunta omissione di ricerche preventive, la Corte ha richiamato la giurisprudenza delle Sezioni Unite (tra cui n. 10561/2014) secondo cui il sequestro per equivalente puo' essere disposto anche quando l'impossibilita' di reperire i beni costituenti il profitto sia transitoria o reversibile e non richiede una ricerca generalizzata preliminare; e' sufficiente una verifica sommaria degli atti, mentre grava sul destinatario dell'atto l'onere di dimostrare l'esistenza di disponibilita' liquide opponibili al sequestro diretto. Il ricorrente non ha indicato alcuna liquidita' attinente. 2) sul secondo motivo la Corte ha ritenuto inapplicabile al sequestro/confisca per equivalente il criterio di ragionevolezza temporale elaborato per la confisca di prevenzione e per sproporzione: la confisca per equivalente e' strettamente collegata a un fatto delittuoso specifico e ha natura afflittiva e ristorativa (correlata al profitto del reato), pertanto non necessita dell'ulteriore temperamento temporale previsto per le altre forme di confisca. Conseguenza: rigetto del ricorso e condanna alle spese processuali.
Norme richiamate
D.P.R. n. 309 del 1990 - Testo unico stupefacenti, artt. 73 e 74 (comma 7-bis)
artt. 73, comma 7-bis e 74, comma 7-bis
Prevedono il sequestro preventivo funzionale alla confisca per equivalente delle somme e dei beni. La Corte interpreta che il sequestro per equivalente puo' essere disposto anche senza una ricerca generalizzata preliminare dei proventi, quando dagli atti emerge una impossibilita' di sequestrare direttamente somme liquide
Codice di procedura penale, art. 322-bis
Norma che disciplina il ricorso avverso il provvedimento; qui usata per inquadrare l'appello del sequestrato
Codice di procedura penale, art. 616
Norma che dispone la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; applicata per imputare le spese al ricorrente
Costituzione della Repubblica Italiana, artt. 27, 41, 42
Richiamati nella motivazione per verificare la compatibilita' della confisca per equivalente rispetto ai principi costituzionali sulla personalita' della responsabilita penale e sulla tutela dell'attivita' economica e della proprieta'
Giurisprudenza della Corte di Cassazione, Sezioni Unite n. 10561/2014 (Gubert) e altre pronunce correlate
Sez. U, n. 10561 del 30/01/2014 (Gubert); Sez. 3, n. 1738 del 11/11/2014 (Bartolini); Sez. 3, n. 41073 del 30/09/2015 (Scognanniglio)
Stabilisce che il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente non richiede una ricerca generalizzata dei beni e che il giudice puo' disporre il sequestro anche sulla base di una verifica sommaria dell'impossibilita' di procedere al sequestro diretto di somme liquide; inoltre chiarisce che grava sul destinatario l'onere di dimostrare l'esistenza di disponibilita' liquide opponibili
Massime di principio
- Il sequestro preventivo finalizzato alla confisca per equivalente puo' essere adottato anche senza una ricerca generalizzata o approfondita dei proventi in forma liquida; e' sufficiente una verifica sommaria degli atti che attesti l'impossibilita' di sequestrare direttamente somme liquide
- L'onere di provare l'esistenza di disponibilita' liquide o di beni direttamente attinenti al profitto del reato grava sul destinatario della misura: chi chiede il dissequestro deve indicare e dimostrare l'esistenza di tali disponibilita'
- Il criterio di ragionevolezza temporale delle acquisizioni patrimoniali, elaborato per la confisca di prevenzione e per sproporzione, non e' automaticamente estensibile alla confisca per equivalente, che e' strettamente collegata a un episodio delittuoso specifico e ha funzione afflittiva e ristorativa
- In casi analoghi, per resistere a un sequestro per equivalente e' utile documentare disponibilita' liquide esistenti e/o dimostrare l'assenza di un profitto riconducibile all'illecito; contestualmente, chi impugna puo' provare l'irrilevanza temporale o causalmente insussistente del nesso tra bene e reato quando realmente verificabile
- Nel valutare la proporzionatezza e la legittimita' di misure di sequestro e confisca occorre distinguere la finalita' e i presupposti delle diverse forme di ablazione patrimoniale: la strategia difensiva deve essere tarata sul tipo di confisca contestata (prevenzione, sproporzione, per equivalente)
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