Cassazione Penale, Sentenza n. 38367/2022 del 12/10/2022
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Strada era stato condannato per il reato di estorsione per aver insistito presso l'azienda agricola delle persone offese imponendo l'acquisto del pesce con espressioni pressanti; il ricorrente deduceva che mancava la minaccia (solo comportamento molesto/insistente), chiedeva l'audizione di una persona che lo aiutava nella vendita come teste e contestava la quantificazione della pena nonostante il riconoscimento di attenuanti
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto applicabile la regola della "doppia conforme": l'appello ha esaminato lo stesso materiale probatorio del primo grado e ha confermato la valutazione che le condotte e le espressioni dell'imputato avevano valenza minacciosa idonea a coartare la volontà delle vittime (anche implicitamente). Le censure sulla mancata audizione del teste sono state giudicate generiche e non specifiche; la censura sulla dose della pena è inammissibile perché non dedotta in appello. Il ricorrente è stato condannato alle spese e al versamento di € 3.000,00 alla Cassa delle ammende
Norme richiamate
art. 614 cod. pen.
Richiamata nella parte in cui era stato dichiarato il non doversi procedere per mancanza di querela riguardo all'introduzione in luogo di privata dimora; il fatto resta menzionato ma non contestato
art. 62 n.4 cod. pen.
Attenuante riconosciuta dalla Corte di appello e menzionata nel processo sulla dosimetria della pena; la Corte di Cassazione osserva che questioni di dosimetria non possono essere sollevate in cassazione se non devolute in grado d'appello
art. 616 cod. proc. pen.
Norma applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese e, avendo ravvisato profili di colpa, all'ammenda di € 3.000,00
Massime di principio
- In caso di "doppia conforme" (stesse valutazioni di fatto in primo e secondo grado) la Cassazione non entra nel merito delle contestazioni di travisamento della prova salvo che la corte d'appello non abbia basato la sua decisione su elementi probatori nuovi o non esaminati dal primo giudice
- La minaccia ai fini dell'estorsione può essere anche implicita/larvata: non è necessario che la libertà di autodeterminazione della vittima sia totalmente annullata, è sufficiente che la richiesta sia accolta per mera convenienza per evitare un male che alla vittima appare più grave
- Motivi di cassazione che si limitano a ripetere le doglianze già svolte in appello e motivatamente disattese sono inammissibili per mancanza di specificità
- Questioni non sollevate in appello (es. specifica critica sulla dosimetria della pena) non possono essere introdotte in cassazione per manifesta carenza di devoluto
- La richiesta di assunzione di prove testimonali in grado deve essere formulata con specificità e motivata rispetto al concreto apporto probatorio; la mera indicazione generica di un teste, senza dimostrare l'incidenza sul quadro probatorio consolidato, può essere ritenuta superflua e respinta
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