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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 24520/2024 del 20/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza di appello che aveva confermato la responsabilità per il tentato omicidio di Antonio Orsini (Santo D'Agostino) e aveva rideterminato la pena di Michele Salvato (accordo sull'applicazione della pena in appello ai sensi dell'art. 599-bis c.p.p.). D'Agostino deduce l'erronea applicazione dell'art. 116 c.p. (concorso anomalo), contestando la prevedibilità dell'uso dell'arma da parte di Salvato e lamenta altresì il diniego delle circostanze attenuanti generiche. Salvato censura il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche nonostante la rinuncia ad altri motivi in appello.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Quanto a D'Agostino, la Corte ha ritenuto manifestamente infondate le censure sul concorso anomalo e sul diniego delle attenuanti, condividendo la valutazione di prevedibilità dell'uso della spranga e la congrua motivazione dei giudici di merito. Quanto a Salvato, il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché l'imputato aveva rinunciato ai motivi di gravame in sede di appello nell'ambito dell'accordo ex art. 599-bis c.p.p., limitando la cognizione del giudice ai motivi non rinunciati; la pena risultava comunque legale. Entrambi i ricorrenti sono stati condannati alle spese processuali e al pagamento di 3.000 euro alla Cassa.

Norme richiamate

  • art. 116 cod. pen.

    Regola il concorso anomalo: responsabilità del concorrente quando il reato più grave realizzato da altro partecipante era prevedibile come sviluppo logico dell'azione concordata; qui è stata ritenuta la prevedibilità dell'uso di un mezzo micidiale nell'ambito dell'aggressione comune

  • art. 599-bis cod. proc. pen.

    "La Corte di appello provvede in camera di consiglio anche quando le parti, nelle forme previste dall'articolo 589 dello stesso codice, ne fanno richiesta dichiarando di concordare sull'accoglimento, in tutto o in parte, dei motivi di appello, con rinuncia agli altri eventuali motivi. Se i motivi dei quali viene chiesto l'accoglimento comportano una nuova determinazione della pena, il pubblico ministero, l'imputato e la persona civilmente obbligata per la pena pecuniaria indicano al giudice anche la pena sulla quale sono d'accordo"

    L'accordo in appello (ex art. 599-bis) produce effetto di rinuncia ai motivi non posti nell'accordo; la cognizione del giudice d'appello e la possibilità di ricorso in Cassazione sono quindi limitate ai motivi non rinunciati. Nel caso di Salvato la rinuncia ha reso inammissibile il ricorso per cassazione su questioni abbandonate in appello

  • legge 23 giugno 2017, n. 103

    Ha reintrodotto la disciplina dell'accordo in appello (art. 599-bis c.p.p.), ribadendo i limiti di devoluzione e le conseguenze della rinuncia aos motivi d'appello

  • art. 110 cod. pen.

    Riferimento dottrinale nella sentenza per distinguere il concorso anomalo dalla responsabilità per dolo eventuale o concorso doloso: nel concorso anomalo non vi è accettazione del rischio del reato più grave, ma la prevedibilità lo rende imputabile

  • art. 129 cod. proc. pen.

    Citato come norma che il giudice d'appello non è tenuto a motivare su richieste di proscioglimento formate dall'imputato rinunciante nei limiti dell'accordo; rilevante per i limiti della cognizione in appello

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede conseguenze per inammissibilità del ricorso e la condanna alle spese processuali; applicata per la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese e della somma alla Cassa

Massime di principio

  • Il concorso anomalo (art. 116 c.p.) richiede che il reato più grave realizzato da un coautore fosse prevedibile come sviluppo logico dell'azione concordata o attuata: non serve un accordo preventivo formale se sussiste prevedibilità e nesso causale tra le condotte
  • La prevedibilità va valutata in concreto sulle modalità dell'azione (numero e reiterazione dei colpi, uso di arma, regione corporea colpita, contesto di gruppo) e non in astratto
  • Quando l'imputato interviene a sostegno di un'azione violenta ancora in corso e contribuisce fattivamente all'altrui proposito, può sussistere responsabilità per concorso anomalo anche se non ha materialmente posto in essere l'atto più grave
  • La rinuncia ai motivi di impugnazione nell'ambito di un accordo sull'applicazione della pena in appello (art. 599-bis c.p.p.) limita la cognizione del giudice d'appello e rende inammissibili in Cassazione le questioni abbandonate, salvo vizi relativi alla formazione del consenso o alla legittimità dell'accordo stesso
  • Il diniego delle circostanze attenuanti generiche è sindacabile in Cassazione solo se la motivazione del giudice di merito sia manifestamente illogica o carente; la valutazione rimane prevalentemente di merito
  • La Corte di legittimità ricorre frequentemente alla giurisprudenza consolidata per definire i confini tra concorso anomalo, dolo eventuale e fattori eccezionali sopravvenuti che escludono la prevedibilità

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