Sentenza n. 1519/2026 - Venezia, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: ordinanza comunale di diffida per la riapertura di un passaggio pedonale tra due vie, compreso tra immobili condominiali
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorso era diretto contro l’ordinanza comunale n. 3 del 29 gennaio 2012, con la quale il Responsabile del Settore Urbanistica ed Edilizia Privata aveva diffidato il condominio alla riapertura di un passaggio pedonale. Il testo della sentenza non espone i singoli motivi di illegittimità dedotti, poiché il giudizio è stato definito a seguito della rinuncia dichiarata dai ricorrenti e dell’adesione dell’Amministrazione.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse alla decisione nel merito. La dichiarazione di rinuncia non presentava le formalità richieste dall’art. 84, comma 1, c.p.a.; tuttavia, considerata anche l’adesione dell’Amministrazione, il Collegio ha ritenuto di poterne desumere la sopravvenuta carenza di interesse. Non è stata quindi esaminata la legittimità dell’ordinanza impugnata né i motivi di ricorso. Le spese di lite sono state compensate, in ragione della problematicità delle questioni che avevano dato origine alla controversia.
Norme richiamate
art. 84, comma 1, c.p.a.
La rinuncia non conforme alle formalità previste dalla disposizione non è stata formalmente dichiarata, ma, unitamente all’adesione dell’Amministrazione, è stata valutata come elemento idoneo a dimostrare la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione nel merito.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato nello svolgimento processuale in relazione alla trattazione della causa nell’udienza di smaltimento; il testo non espone una specifica interpretazione della disposizione.
Massime di principio
- La rinuncia al ricorso priva delle formalità prescritte non determina necessariamente una formale estinzione del giudizio, ma può essere valutata, anche alla luce dell’adesione dell’amministrazione, come manifestazione della sopravvenuta carenza di interesse alla decisione nel merito e condurre alla dichiarazione di improcedibilità.
- Quando il ricorrente manifesta di non avere più interesse alla decisione e l’amministrazione aderisce a tale manifestazione, il giudice può definire il giudizio per sopravvenuta carenza di interesse senza esaminare la legittimità dell’atto impugnato.
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