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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21440/2022 del 01/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna l'ordinanza che gli ha applicato la misura interdittiva del divieto di contrattare con la pubblica amministrazione. Ha proposto due motivi: 1) carenza di motivazione e violazione di legge quanto al suo concreto coinvolgimento nei reati contestati (tentata truffa aggravata e frode nelle pubbliche forniture) sostenendo che, pur essendo legale rappresentante del Consorzio Quattroemme, i lavori furono eseguiti in subappalto da altre società e quindi non sarebbe stata valutata la condotta personale di Luciani; 2) vizio motivazionale in ordine all'insussistenza delle esigenze cautelari, deducendo che la sopravvenuta dimissione dalla carica di Presidente del Consorzio escluderebbe il rischio di reiterazione del reato e che il Tribunale non avrebbe considerato adeguatamente tale elemento.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse adeguatamente motivato il diretto coinvolgimento di Luciani richiamando atti emessi durante l'esecuzione dell'appalto (es. richieste di riconoscimento di maggiori costi) e rilevando che le imprese subappaltatrici operavano sotto il controllo del Consorzio. Quanto alle esigenze cautelari, la Corte ha ritenuto fondata la valutazione del Tribunale secondo cui la semplice dimissione dalla carica non esclude il rischio di reiterazione, soprattutto in un consorzio a composizione familiare in cui i restanti amministratori sono familiari dell'indagato, e per la continuità dei rapporti dell'indagato con la pubblica amministrazione. Per tali ragioni il ricorso è stato respinto e il ricorrente condannato al pagamento delle spese processuali.

Massime di principio

  • La mera esistenza di subappalti non esclude automaticamente la responsabilità o il coinvolgimento del legale rappresentante del soggetto appaltatore se emergono atti e condotte che dimostrano il controllo diretto sull'esecuzione dei lavori.
  • Una dimissione dalla carica sociale non è, di per sé, sufficiente a escludere il rischio di reiterazione di reati connessi ad appalti pubblici quando permangono rapporti diretti o indiretti con la struttura societaria (es. composizione familiare del consiglio, controllo effettivo dellorganizzazione).
  • Il rischio di reiterazione può essere fondato sia sulla natura dei rapporti continuativi con la pubblica amministrazione sia su elementi concreti emersi nel corso dell'esecuzione contrattuale (es. richieste di maggiori costi, ingerenze nella gestione dei lavori).
  • Per contrastare efficacemente misure interdittive in casi analoghi, la difesa deve documentare non solo la cessazione formale di cariche, ma anche l'assenza di ogni forma di controllo reale o di rapporti professionali che rendano possibile la commissione di ulteriori reati.
  • La motivazione del giudice del riesame può essere sintetica ma deve contenere riferimenti logici e concreti agli elementi probatori; l'assenza di motivazione dettagliata può essere censurata solo se emerge illogicità o contraddizione palese.

Testo integrale

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