Cassazione Penale, Sentenza n. 43642/2022 del 17/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato la conferma di condanna per bancarotta preferenziale (riqualificata in bancarotta per distrazione) contestando: 1) la qualificazione di Poeta come "amministratore di fatto", sostenendo che la sua attività fosse meramente esecutiva e non gestionale; 2) la valutazione e l'uso delle dichiarazioni dell'imputato Pisano e l'asserita natura "neutra" degli elementi documentali; 3) la carenza del dolo specifico richiesto per la bancarotta preferenziale, deducendo che, se non fosse amministratore di fatto, Poeta non avrebbe avuto consapevolezza della situazione societaria; 4) l'erronea esclusione della c.d. bancarotta "riparata", poiché i nuovi finanziamenti avrebbero reintegrato il patrimonio societario sostituendo i debiti precedenti.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto manifestamente infondati i motivi: 1) la qualifica di amministratore di fatto è stata correttamente desunta da elementi sintomatici (gestione diretta dei rapporti bancari tramite delega disgiunta, sottoscrizione degli ordini di acquisto, rapporti con fornitori) e la valutazione di tali elementi è rimasta insindacabile in sede di legittimità; 2) le dichiarazioni di Pisano non sono state l'unica o prevalente base della decisione impugnata, che si fonda su elementi oggettivi e documentali; 3) il dolo specifico è risultato provato dalla circostanza che Poeta disponeva e riceveva le restituzioni, essendo consapevole dell'illiceità delle operazioni e dello stato di difficoltà economica della società; 4) la bancarotta riparata è stata correttamente esclusa perché i nuovi finanziamenti non erano sinallagmatici rispetto alle restituzioni (diverso timing ed entità) e costituivano un nuovo debito, quindi non reintegravano effettivamente il patrimonio prima della dichiarazione di fallimento. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di Euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8
convertito, con modificazioni, nella legge 18 dicembre 2020, n. 176
Riferimento procedurale: disciplina sulle modalità di discussione orale e ammissione di requisitoria scritta in tempo di emergenza; la requisitoria scritta del P.G. è stata considerata ai fini della decisione
disp. att. cod. proc. pen., art. 173, comma 1
Limiti e ambiti di motivazione dei motivi di ricorso per cassazione: il ricorso è stato esaminato nei limiti di tale disposizione
codice di procedura penale, art. 210
Norma sulla valutazione delle dichiarazioni: la Corte ha ritenuto che la decisione di merito non si fondasse unicamente sulle dichiarazioni di terzi e che non sussista violazione dell'art. 210
Legge fallimentare, art. 216, terzo comma (c.d. bancarotta preferenziale)
Richiama il dolo specifico necessario per la fattispecie: la Corte ha ritenuto il dolo provato per la consapevolezza dell'illiceità delle restituzioni e dello stato di crisi della società
Giurisprudenza consolidata della Cassazione (es. Sez. 5, n. 35346 del 20/06/2013)
Definizione e requisiti della figura dell'amministratore di fatto: esercizio continuativo e significativo di poteri gestori anche se non di tutti i poteri, valutazione basata su elementi sintomatici
Giurisprudenza Cassazione su bancarotta "riparata" (es. Sez. 5, n. 52077 del 04/11/2014, Lelli; Sez. 5, n. 13382 del 03/11/2020, Verdini)
La bancarotta riparata implica un'effettiva attività reintegrativa che annulli il pregiudizio per i creditori prima della dichiarazione di fallimento; finanziamenti che costituiscono nuovo debito o non sono sinallagmatici non possono essere qualificati come riparazione
Massime di principio
- La qualifica di "amministratore di fatto" si basa su elementi sintomatici complessivi (continuità e significatività dell'attività gestionale) e non richiede l'esercizio di tutti i poteri formali; attività ripetuta e il rapporto diretto con banche, fornitori o dipendenti sono indicatori rilevanti.
- Le dichiarazioni di terzi (es. coimputati) possono essere valutate, ma non possono costituire l'unico o prevalente fondamento della condanna se esistono solidi elementi documentali e oggettivi che sostengono l'imputazione.
- Per la bancarotta preferenziale è necessario il dolo specifico: è decisiva la consapevolezza dell'illiceità dell'operazione e dello stato di difficoltà economica della società. L'accertamento del dolo può risultare da prove indirette se congrue e logicamente motivate.
- La c.d. bancarotta "riparata" richiede un effettivo reintegro del patrimonio aziendale prima della dichiarazione di fallimento. Un nuovo finanziamento che determini un nuovo debito o non sia sinallagmatico rispetto alla restituzione non integra la riparazione.
- In sede di legittimità le valutazioni di fatto (es. sulla natura gestionale di attività o sulla credibilità delle prove documentali) sono sindacabili solo se manca congrua o logica motivazione; l'impugnante deve effettuare una critica puntuale e motivata per ottenere accoglimento.
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