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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 45584/2022 del 01/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale del riesame del 24/05/2022 con cui era stata confermata la custodia cautelare in carcere per associazione di tipo mafioso (art. 416-bis c.p.) e reati connessi. Il ricorrente censura la competenza per territorio, sostenendo che l'attività di ideazione e promozione della 'locale' destinata a Roma si sarebbe svolta in Calabria (preliminarmente all'insediamento a Roma) e che, essendo reato permanente, la competenza sarebbe della competente autorità calabrese; deduce violazione dell'art. 8, comma 3, c.p.p. in relazione all'art. 416-bis c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendolo infondato. Ha richiamato il principio secondo cui la competenza territoriale nei reati associativi si determina sul luogo in cui si trova la base ove si svolgono la programmazione, l'ideazione e la direzione delle attività criminose e, soprattutto, dove l'associazione si è effettivamente manifestata e ha esercitato la sua operatività (esecuzione dei reati-fine, riunioni, conferimenti di dote, esercizio della riserva di violenza). Applicando questo principio ai fatti del caso, la Corte ha confermato che la 'locale' aveva sede operativa a Roma, dove erano state ideate, programmate e dirette le attività criminali e dove si erano concretamente manifestate le condotte estorsive e la detenzione illegale di armi; pertanto la competenza territoriale di Roma è corretta. La Corte ha inoltre osservato che la ricostruzione dei fatti svolta dai giudici di merito non è sindacabile in Cassazione se non per violazione di legge o manifesta illogicità, e ha ritenuto che il ricorso proponeva una diversa valutazione dei fatti non ammissibile. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e la decisione è stata trasmessa al direttore dell'istituto penitenziario ai sensi dell'art. 94 disp. att. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 416-bis c.p.

    commi 1 e 4; secondo comma

    La competenza territoriale nei reati associativi si fonda sul luogo in cui si svolgono programmazione, ideazione e direzione dell'associazione e, in particolare, dove l'associazione si è effettivamente manifestata e ha esercitato operatività tramite esecuzione di reati-fine

  • art. 8, comma 3, c.p.p.

    Norma sul rito e sulla proposizione dell'eccezione di incompetenza; la Corte ha ritenuto che non sussistesse violazione posta che la valutazione dei luoghi di operatività era fondata su congrua ricostruzione dei fatti

  • art. 616 c.p.p.

    Norma che disciplina la condanna alle spese nel procedimento di cassazione per i ricorsi avversi misure cautelari; applicata per condannare il ricorrente al pagamento delle spese

  • art. 94 disp. att. c.p.p.

    comma 1 ter e comma 1 bis

    Prevede l'obbligo di trasmettere copia della decisione al direttore dell'istituto penitenziario quando la decisione non comporta immediata rimessione in libertà, per gli adempimenti consequenziali

  • art. 25 Cost.

    Richiamato in tema di principio del giudice naturale precostituito, a sostegno dell'assegnazione del processo al giudice del luogo dove si sono realizzati i fatti rilevanti per la comunità colpita

  • art. 110 c.p. e art. 629 c.p.

    Norme penali richiamate in relazione ai reati-fine contestati (concorso nei reati e estorsione); nella motivazione sono usate per qualificare le condotte che hanno manifestato l'operatività della 'locale' a Roma

  • legge 895/1967 (art. 2 e 7)

    Richiamata in relazione alle fattispecie di detenzione illegale di armi; contestata come parte dei reati che hanno manifestato la presenza operativa dell'associazione nel territorio di Roma

Massime di principio

  • La competenza territoriale per i reati associativi si determina dal luogo in cui la struttura criminale ha la propria base operativa, cioè dove si svolgono programmazione, ideazione, direzione e dove l'associazione si esteriorizza attraverso la commissione dei reati-fine
  • Atti preliminari o promozionali svolti in un altro territorio non sono di per sé sufficienti a legare permanentemente la competenza a quel territorio se la concreta operatività dell'associazione si realizza altrove
  • La qualifica di 'locale' 'legittima' (cioè autorizzata dalla provincia mafiosa) e la persistenza di vincoli con la matrice calabrese non impediscono che la competenza sia nella sede dove la locale agisce in modo autonomo e compie i reati
  • In Cassazione avverso misure cautelari la sindacabilità è limitata a violazioni di legge o a manifeste illogicità della motivazione: non è il sindacato sulla diversa valutazione dei fatti compiuta dal giudice di merito
  • Per contestare con successo la competenza territoriale il difensore deve dimostrare, con argomentazione e prova, che la programmazione e l'operatività si sono effettivamente svolte in altro territorio e che la decisione del giudice di merito è manifestamente illogica o illegale
  • Conseguenze procedurali: rigetto del ricorso può comportare condanna alle spese (art. 616 c.p.p.) e obbligo di trasmissione della decisione al direttore dell'istituto penitenziario ai sensi dell'art. 94 disp. att. c.p.p.

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