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Sentenza

Sentenza n. 184/2026 - Ancona, Sezione 1

per l'annullamento del decreto del Prefetto di Macerata, fascicolo 5251/06 Area I del 16/1/2025, recante diniego di rinnovo del porto d’armi per difesa personale.

Giustizia amministrativa202500156

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Marche - Ancona, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego di rinnovo del porto d’armi per difesa personale

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (titolare porto d’armi)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente, titolare del porto d’armi per difesa personale dal 1988 al 2021, aveva presentato una nuova istanza di rinnovo nel 2024 dopo il precedente diniego del 2021, non ulteriormente impugnato. A seguito dell’accoglimento di un precedente ricorso avverso il silenzio della Prefettura, il TAR aveva ordinato all’amministrazione di concludere il procedimento con un atto espresso, prevedendo, in caso di esito negativo, il previo preavviso di rigetto. La Prefettura ha invece adottato direttamente il diniego definitivo. Il ricorrente ha dedotto la violazione del giudicato, per omessa attivazione della fase partecipativa ex art. 10-bis l. 241/1990, sostenendo inoltre che il contraddittorio non sarebbe stato inutile, poiché avrebbe potuto fornire elementi sull’attuale esigenza del porto d’armi, connessa all’attività commerciale, al lavoro notturno, alla movimentazione di somme di denaro e alla criminalità nei luoghi frequentati. Sono state altresì dedotte carenza istruttoria e difetto di motivazione.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e ha dichiarato nullo il diniego per violazione del giudicato formatosi sulla precedente sentenza, che imponeva alla Prefettura di adottare, in caso di esito negativo, un preavviso di rigetto prima del provvedimento definitivo. L’amministrazione non ha rispettato tale vincolo né ha spiegato le ragioni dell’omissione. La violazione non è meramente formale: il diniego si fondava su valutazioni riconducibili a una nota informativa dei Carabinieri del 30 dicembre 2024, non depositata in giudizio e non adeguatamente illustrata dalla Prefettura, sicché il ricorrente avrebbe potuto utilmente esaminarla e presentare controdeduzioni e ulteriori elementi istruttori. Le censure di carenza istruttoria e difetto di motivazione sono state assorbite, dovendo l’amministrazione procedere a un nuovo esame nel pieno rispetto del contraddittorio. Il riesame deve concludersi entro 60 giorni dalla comunicazione o notificazione della sentenza. La Prefettura è stata condannata alle spese processuali, liquidate in euro 1.000 oltre accessori e rimborso del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 10-bis l. 241/1990

    Nel procedimento destinato a concludersi negativamente, il previo contraddittorio partecipativo doveva essere attivato in esecuzione dello specifico vincolo posto dalla precedente sentenza.

  • artt. 31 e 117 c.p.a.

    Richiamati con riferimento al precedente ricorso contro il silenzio della Prefettura, definito con ordine di provvedere.

Massime di principio

  • Quando una sentenza impone all’amministrazione, in sede di riedizione del potere, di adottare un eventuale provvedimento negativo solo previo preavviso di rigetto, l’omissione di tale fase integra violazione del giudicato e determina la nullità del successivo diniego.
  • La violazione del giudicato derivante dall’omessa partecipazione procedimentale non è meramente formale quando il contraddittorio avrebbe potuto consentire all’interessato di conoscere gli elementi istruttori posti a fondamento della decisione e di fornire controdeduzioni o ulteriori contributi probatori.
  • Un’amministrazione che si ridetermina in esecuzione di una sentenza deve rispettare puntualmente le modalità procedimentali stabilite dal giudice e non può discostarsene senza esplicitare una ragione giustificativa.

Come è indicizzato

MateriePartecipazione al procedimentoGiudizio di ottemperanzaLicenze e autorizzazioni di polizia
RamiProcedimento amministrativoProcesso amministrativoForze armate e forze di polizia
IstitutiNullità del provvedimentoPartecipazione procedimentaleEffetto conformativo e riedizione del potereDifetto di istruttoria

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