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Sentenza

Sentenza n. 15596/2026 - Roma, Sezione 5B

per l’accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dall’Amministrazione sull’istanza numero -OMISSIS- e per la condanna all’adozione di un provvedimento espresso;

Giustizia amministrativa202606923

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio sull’istanza di concessione della cittadinanza italiana presentata il 3 gennaio 2023 ai sensi dell’art. 9, lettera f), della legge n. 91/1992

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (richiedente cittadinanza)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha chiesto l’accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dal Ministero dell’Interno sull’istanza di concessione della cittadinanza italiana presentata il 3 gennaio 2023 ai sensi dell’art. 9, lettera f), della legge n. 91/1992, nonché la condanna dell’Amministrazione all’adozione di un provvedimento espresso.

La decisione

Il Collegio ha dichiarato cessata la materia del contendere perché, nel corso del giudizio, il Ministero ha comunicato la sottoscrizione del decreto di concessione della cittadinanza, circostanza documentata mediante schermata Cives e ritenuta interamente satisfattiva della pretesa ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a. La cessazione è stata concordemente richiesta dalle parti. Il Ministero è stato condannato a rifondere le spese in applicazione della soccombenza virtuale, liquidate in euro 1.000,00 oltre accessori di legge se dovuti.

Norme richiamate

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    la sopravvenuta adozione del decreto di concessione della cittadinanza deve ritenersi interamente satisfattiva della pretesa del ricorrente ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a.

    La sopravvenuta adozione dell’atto richiesto, quando soddisfa integralmente la pretesa azionata e le parti concordano, giustifica la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

Massime di principio

  • Nel giudizio contro il silenzio, la sopravvenuta adozione del provvedimento richiesto, se integralmente satisfattiva della pretesa, comporta la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a.
  • Quando il giudizio si conclude per sopravvenuta soddisfazione della pretesa, le spese possono essere regolate secondo il criterio della soccombenza virtuale, ponendole a carico dell’Amministrazione la cui inerzia ha dato origine al ricorso.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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