Cassazione Penale, Sentenza n. 30185/2023 del 12/07/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la sentenza della Corte d'appello di Napoli per tre motivi: (1) violazione dell'art. 192 c.p.p. e vizio di motivazione, sostenendo che la mera quantità di stupefacente non era sufficiente a provare la destinazione alla cessione commerciale senza altri indici; (2) violazione dell'art. 125 c.p.p. e vizio di motivazione, lamentando che la Corte di merito non ha risposto alle specifiche doglianze formulate in appello; (3) violazione dell'art. 133 c.p. e vizio di motivazione, sostenendo che la Corte non ha indicato gli elementi adottati per il trattamento sanzionatorio e dunque non consentendo il controllo di legittimità sulla commisurazione della pena.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che i ricorrenti abbiano formulato censure generiche sulla carenza argomentativa senza indicare precise omissioni o illogicità idonee a incidere sulla valutazione probatoria della sentenza impugnata. La Corte ha altresì ritenuto che la decisione di merito fosse adeguatamente motivata: responsabilità fondata sul quantitativo di cocaina rinvenuto (6 grammi, corrispondenti a 21 dosi), sul comportamento degli imputati al momento dell'intervento delle forze dell'ordine, sul ritrovamento in casa di una bilancia elettronica e sul possesso di nastro adesivo corrispondente a quello usato per il confezionamento. Quanto al trattamento sanzionatorio, la Corte d'Appello ha ridotto le pene contenendole al di sotto della media edittale e ha esaminato i parametri di cui all'art. 133 c.p.. I ricorrenti sono condannati alle spese processuali e al versamento di euro tremila ciascuno in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 110 cod. pen.
Norma richiamata per la concorso di persone nel reato; applicata per configurare la responsabilità congiunta degli imputati
art. 73 d.P.R. n. 309/1990, commi 1 e 1-bis
Norma che disciplina i reati relativi agli stupefacenti: gli imputati sono stati giudicati per detenzione di cocaina ai fini di cessione sulla base del quantitativo e degli indici di destinazione
art. 192 cod. proc. pen.
Richiamato in relazione al vizio di motivazione; la Corte ha ritenuto che la motivazione della Corte d'appello fosse sufficiente e non viziata
art. 125 cod. proc. pen.
Richiamato in relazione all'obbligo di affrontare le doglianze d'appello; la Corte ha ritenuto che le doglianze fossero state adeguatamente esaminate o che le censure fossero troppo generiche
art. 133 cod. pen.
Norma sui criteri di commisurazione della pena: la Corte d'appello ha spiegato l'uso dei parametri e ha motivato la riduzione della pena sotto la media edittale
Massime di principio
- Per la Corte di Cassazione, i motivi di ricorso devono indicare in modo preciso le carenze logiche o argomentative della motivazione di merito: censure generiche sull'omessa valutazione di tesi alternative sono inammissibili.
- La mera quantità di droga può costituire un indizio idoneo a far ritenere la destinazione alla cessione commerciale se è supportata da altri elementi (numero di dosi ricavabili, bilancia, materiale per il confezionamento, comportamento dell'imputato al momento del controllo).
- In tema di motivazione del trattamento sanzionatorio, la Corte d'appello deve indicare gli elementi e i parametri di cui all'art. 133 c.p.; la loro esistenza e una motivazione minima consentono al giudice di legittimità di ritenere la commisurazione corretta.
- Chi impugna in Cassazione deve articolare concretamente dove la motivazione sarebbe logica o formalmente carente (punti omessi, contraddizioni, lacune probatorie) e non limitarsi a affermazioni generiche; altrimenti il ricorso è dichiarato inammissibile con condanna alle spese e possibile sanzione alla Cassa delle ammende.
- Gli elementi materiali rinvenuti in casa (bilancia elettronica, materiale per imballaggio) e il comportamento al momento dell'intervento sono considerati indici rilevanti per distinguere la detenzione per uso personale dalla detenzione ai fini di spaccio.
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