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Sentenza

Sentenza n. 326/2026 - Bari, Sezione 1

per l’ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza n. -OMISSIS-/2024 del Tribunale di Bari - Sezione Lavoro, pubblicata in data 11 giugno 2024.

Giustizia amministrativa202500581

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Bari, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata o ritardata esecuzione del giudicato formatosi su una sentenza del Tribunale di Bari - Sezione Lavoro, relativa al riconoscimento quale soggetto equiparato alle vittime del dovere e alla liquidazione dei relativi benefici

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha proposto ricorso per l'ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Bari - Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il ricorrente quale soggetto equiparato alle vittime del dovere e aveva condannato il Ministero dell'Interno al pagamento della speciale elargizione calcolata sull'invalidità complessiva dell'85%, dell'assegno vitalizio e dello speciale assegno vitalizio. Nel corso del giudizio di ottemperanza, il ricorrente ha documentato che il Ministero dell'Interno aveva adottato un decreto con il quale erano stati concessi e successivamente liquidati tutti i benefici dovuti. Ha quindi insistito soltanto per la condanna alle spese, sostenendo la soccombenza virtuale del Ministero poiché l'adempimento era intervenuto dopo la proposizione del ricorso.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo che l'amministrazione avesse integralmente dato esecuzione al giudicato mediante la concessione e la liquidazione della speciale elargizione, dell'assegno vitalizio e dello speciale assegno vitalizio. Nonostante l'adempimento successivo alla proposizione del ricorso, il Collegio ha disposto l'integrale compensazione delle spese di lite, ravvisando i presupposti di legge nella complessiva evoluzione procedimentale e processuale della vicenda. Ha ordinato l'esecuzione della sentenza da parte dell'autorità amministrativa.

Norme richiamate

  • art. 4, punto 1, lett. a) e b), d.P.R. 7 luglio 2006, n. 243

    speciale elargizione e assegno vitalizio

    La sentenza del giudice ordinario, posta in esecuzione, aveva riconosciuto tali benefici al soggetto equiparato alle vittime del dovere.

  • art. 5, comma 3, l. 3 agosto 2004, n. 206

    La sentenza del giudice ordinario, posta in esecuzione, aveva riconosciuto lo speciale assegno vitalizio previsto dalla disposizione.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Richiamato quale presupposto per l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi del ricorrente.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a fondamento dell'oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del giudizio di ottemperanza, l'amministrazione dimostra di avere integralmente eseguito il giudicato mediante l'adozione degli atti dovuti e la corresponsione delle somme riconosciute, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
  • L'adempimento dell'amministrazione successivo alla proposizione del ricorso di ottemperanza non impedisce la dichiarazione di cessazione della materia del contendere, poiché viene meno l'interesse attuale alla prosecuzione della domanda esecutiva.
  • La regolazione delle spese nel giudizio di ottemperanza può essere effettuata mediante compensazione integrale anche quando l'adempimento sia intervenuto dopo la proposizione del ricorso, ove la complessiva evoluzione procedimentale e processuale della vicenda giustifichi tale soluzione.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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