Cassazione Penale, Sentenza n. 36057/2025 del 05/11/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
La ricorrente impugna la sentenza della Corte di appello che, in sede di giudice del rinvio, ha confermato la pena di 2 mesi di reclusione con sospensione condizionale inflitta in primo grado per il delitto di lesioni personali (gg. guarigione 22) commesso il 12/09/2016, chiedendo l'applicazione delle sanzioni più favorevoli previste per i reati passati alla competenza del giudice di pace a seguito del d.lgs. 10/10/2022, n. 150. Sostiene che dovevano essere applicate automaticamente le pene del giudice di pace (es. permanenza domiciliare per 45 giorni ridotta a 30), più favorevoli rispetto alla pena applicata in primo grado.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto corretta la valutazione compiuta dal giudice del rinvio, che ha applicato il principio dell'art. 2, comma 3, cod. pen., e la giurisprudenza delle Sezioni Unite (n. 12759/2023), effettuando un giudizio caso per caso: benché il reato sia transitato alla competenza del giudice di pace, la pena concreta più favorevole risultava essere quella ordinaria (2 mesi di reclusione con sospensione condizionale) e non la pena prevista per il giudice di pace (30 giorni di permanenza domiciliare senza sospensione). Il ricorso è stato quindi dichiarato proposto per motivo non previsto dalla legge. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000,00 alla cassa delle ammende. È stato inoltre chiarito che le parti civili non hanno diritto alle spese di lite in quanto il giudizio riguardava soltanto la quantificazione della pena.
Norme richiamate
d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150
Ha trasferito la competenza di talune fattispecie al giudice di pace; tale trasferimento non determina automaticamente l'applicazione delle sanzioni del giudice di pace se, concretamente, risultano meno favorevoli rispetto al regime "ordinario" con benefici (es. sospensione condizionale).
art. 2, comma 3, cod. pen.
Principio del favore della legge più favorevole in materia penale; impone al giudice una valutazione caso per caso per stabilire quale regime sanzionatorio risulti più favorevole concretamente.
art. 163, cod. pen.
Disciplina la sospensione condizionale della pena; la possibilità di concederla nel regime "ordinario" può rendere tale trattamento sanzionatorio più favorevole rispetto a sanzioni del giudice di pace prive di sospensione.
Ordinanza/Pronuncia Sez. U. n. 12759 del 14/12/2023 (dep. 2024)
par. 17: "la modifica della competenza incide sull'individuazione del trattamento sanzionatorio... potendo risultare in concreto più favorevole anche il regime 'ordinario', in caso di concedibilità della sospensione condizionale della pena"
Esprime il principio che il mutamento di competenza non comporta automaticamente l'applicazione delle sanzioni del giudice di pace; impone al giudice di comparare caso per caso i trattamenti sanzionatori per verificare quale sia concretamente più favorevole.
Massime di principio
- Il trasferimento di competenza al giudice di pace non comporta automaticamente l'applicazione delle sanzioni previste per quel giudice: occorre un confronto concreto tra i regimi sanzionatori.
- Quando il regime ordinario consente benefici non previsti per il giudice di pace (es. sospensione condizionale ex art. 163 c.p.), il regime "ordinario" potrebbe risultare più favorevole e quindi essere preferito.
- Il giudice deve effettuare una valutazione caso per caso, considerando quantitativamente e qualitativamente l'effetto pratico delle diverse sanzioni (durata, sospensione, modalità esecutive).
- In sede di impugnazione, la censura sulla mancata applicazione automatica delle sanzioni del giudice di pace è infondata se la motivazione del giudice del merito mostra una valutazione comparativa coerente e logica.
- Difensori dovrebbero chiedere espressamente al giudice di comparare gli effetti concreti delle possibili pene (inclusa la concedibilità della sospensione) e documentare le ragioni per cui un regime é più favorevole per il proprio assistito.
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