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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41877/2023 del 16/10/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza del Tribunale di Massa del 12/07/2022 che aveva condannato il ricorrente, in qualità di legale rappresentante della cooperativa Marble+, per: A) abbandono incontrollato sul suolo di rifiuti liquidi contenenti marmettola e immissione nelle acque superficiali (art. 256, comma 2, d.lgs. n. 152/2006); B) scarico di acque reflue industriali contenenti scarti di lavorazione senza autorizzazione (art. 137, comma 1, d.lgs. n. 152/2006). Il ricorso censurava: vizi di motivazione e difetto di prova sul nesso di causalità (sostendo che gli accertamenti riguardavano altra impresa, Maci s.r.l.); omissione della considerazione di elementi favorevoli (guasto temporaneo dell'impianto, riparazione, sopralluogo ARPAT con esiti favorevoli); errata applicazione dell'art. 131-bis c.p. (particolare tenuità del fatto) per mancanza del requisito dell'abitualità; mancato riconoscimento delle attenuanti generiche ex art. 62-bis c.p.; contestazione per aver concesso la sospensione condizionale della pena senza richiesta dell'imputato.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che le argomentazioni difensive costituissero interpretazioni alternative del quadro probatorio già esaminato e non invalideggino la motivazione del Tribunale, che aveva valorizzato il collegamento della Marble+ all'impianto di depurazione comune e l'avaria che aveva determinato lo scarico di marmettola. È stato confermato che l'utilizzatore dell'impianto aveva l'onere di verificare l'esistenza e la validità dell'autorizzazione allo scarico. La Corte ha altresì condiviso la esclusione della particolare tenuità ex art. 131-bis e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche per la perdurante negligenza. Conseguentemente, la condanna di primo grado (ammenda di €6.000,00 con sospensione condizionale e non menzione) è sostanzialmente confermata e il ricorrente è condannato alle spese del procedimento di cassazione; è disposto inoltre il versamento di una somma di €3.000,00 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 256, comma 2, d.lgs. n. 152/2006

    Reato di abbandono/immissione incontrollata di rifiuti liquidi contenenti marmettola nelle acque superficiali; la responsabilità penale del legale rappresentante viene affermata quando la sua società concorre nella produzione e nello smaltimento illecito dei rifiuti

  • art. 137, comma 1, d.lgs. n. 152/2006

    Sanziona lo scarico di acque reflue industriali senza autorizzazione; anche l'utilizzatore collegato a uno scarico centralizzato è tenuto a verificare l'esistenza e la validità dell'autorizzazione

  • art. 124, comma 2, d.lgs. n. 152/2006

    Richiamato nel giudizio per chiarire che formalmente l'autorizzazione può essere rilasciata al titolare dello scarico finale, ma ciò non esime gli utenti connessi dall'obbligo di verifica sulla validità dell'autorizzazione

  • art. 131-bis cod. pen.

    Norma sulla particolare tenuità del fatto; applicazione esclusa quando il comportamento denota abitualità o significativo allontanamento dal minimo edittale e/o grave incuria/disinteresse per le misure di tutela ambientale

  • art. 62-bis cod. pen.

    Disposizione sulle circostanze attenuanti generiche; nel caso la Corte ha ritenuto insussistenti elementi positivi efficaci a favore dell'imputato per via della perdurante negligenza

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020

    Richiamato in relazione alla requisitoria del Procuratore generale che ha formulato conclusioni nel procedimento di cassazione

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede che, se il ricorso è dichiarato inammissibile e non sussistono giustificazioni colpose, il ricorrente sia condannato alle spese e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende; applicata per l'assegnazione della somma di €3.000,00

Massime di principio

  • Chi utilizza un impianto di depurazione centralizzato è comunque tenuto a verificare l'esistenza e la validità dell'autorizzazione allo scarico: la titolarità formale dell'autorizzazione in capo a un terzo non esclude responsabilità penale dell'utilizzatore che non abbia adempiuto a tale verifica
  • Il malfunzionamento temporaneo o il caso fortuito relativo a un guasto non escludono automaticamente la responsabilità penale, se emerge una condotta di negligente disinteresse nella prevenzione o nella gestione dello sversamento
  • In sede di cassazione le argomentazioni che propongono solo una diversa valutazione del materiale probatorio già esaminato dal giudice di merito sono spesso inammissibili: va dimostrato un vizio logico o giuridico nella motivazione, non una mera alternativa interpretativa
  • L'art. 131-bis c.p. (particolare tenuità) non si applica se il comportamento dell'imputato denota abitudine, grave incuria o un allontanamento significativo dal minimo edittale; la discrezionalità del giudice di merito nella valutazione del trattamento sanzionatorio trovando fondamento nella motivazione è difficilmente sindacabile in cassazione
  • Per il riconoscimento delle attenuanti generiche è necessario dimostrare elementi positivi di carattere personale o comportamentale; l'assenza di tali elementi, soprattutto in presenza di condotte negligenti ripetute o protratte, impedisce il riconoscimento
  • Se si impugna in cassazione una sentenza e il ricorso è dichiarato inammissibile senza giustificazioni colpose, il ricorrente può essere condannato al pagamento delle spese e a una somma alla Cassa delle ammende: valutare il rischio processuale prima di proporre ricorso

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