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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16662/2024 del 19/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza della Corte d'appello di Palermo che confermava la condanna inflitta dal Tribunale di Agrigento per il reato di cui all'art. 337 c.p.: 1) il ricorrente deduceva di non aver avuto contezza dell'alt intimato dai carabinieri, per cui non si sarebbe voluto dare alla fuga; 2) chiedeva il riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p., sostenendo che la Corte distrettuale aveva erroneamente ritenuto operativa una disposizione (secondo comma dell'art. 131-bis) poi abrogata dal d.lgs. n. 150/2022.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Sul primo motivo ha ritenuto che le doglianze fossero generiche e non specificamente circostanziate rispetto alla motivazione della Corte territoriale, la quale aveva indicato elementi probatori idonei a escludere l'ignoranza dell'alt e aveva osservato che manovre per sottrarsi all'alt con l'auto integrano il reato di cui all'art. 337 c.p. Sul secondo motivo ha rilevato che, pur essendovi un errore della Corte distrettuale nel richiamare una norma poi abrogata, l'errore è irrilevante perché la richiesta di applicazione della causa di non punibilità era formulata in termini aspecifici; inoltre la modifica normativa operata dal d.lgs. n. 150/2022 ha natura sostanziale e produce effetti anche per reati commessi anteriormente. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma alla Cassa delle ammende (euro 3000 indicati nel dispositivo).

Norme richiamate

  • art. 337 cod. pen.

    Riguarda la violenza o minaccia a pubblico ufficiale per opporsi a un atto d'ufficio; la Corte ha interpretato la norma includendo anche condotte consistenti in manovre con l'auto finalizzate a sottrarsi all'alt, che ostacolano concretamente l'esercizio della funzione pubblica e possono far percepire un pericolo per l'incolumità degli operatori.

  • art. 131-bis cod. pen.

    Disciplina la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto; la Corte ha osservato che la richiesta va formulata in modo specifico e dimostrato, e che la precedente esclusione operante per taluni reati (secondo comma) è stata abrogata dal d.lgs. n. 150/2022.

  • d.lgs. n. 150 del 2022

    Ha abrogato la previsione del secondo comma dell'art. 131-bis che escludeva taluni reati dalla causa di non punibilità; trattandosi di modifica di natura sostanziale, i suoi effetti si estendono anche ai procedimenti relativi a reati commessi prima dell'entrata in vigore della modifica.

  • art. 23, commi 8 e 9, d.l. 28 ottobre 2020, n. 137 (conv. in L. 18/12/2020, n. 176)

    Norme procedurali che consentono lo svolgimento dell'udienza in camera di consiglio con modalità telematiche o semplificate; la Corte segnala che il procedimento è stato trattato conformemente a queste disposizioni prorogate.

Massime di principio

  • In Cassazione i motivi devono essere specifici e articolati: accuse generiche o riproposizioni non argomentate della doglianza di merito sono inammissibili.
  • Se si contesta di non aver percepito l'alt delle forze dell'ordine, è necessario fornire elementi concreti e probatori che contrastino le valutazioni della Corte territoriale; assenze probatorie rendono difficoltosa la remissione della condanna per art. 337 c.p.
  • La richiesta di riconoscimento della causa di non punibilità per particolare tenuità va formulata e motivata con precisione; l'erroneo richiamo a norme poi abrogate può essere irrilevante se la decisione respinge la richiesta per aspecificità.
  • Le modifiche legislative di natura sostanziale (come l'abrogazione di una limitazione all'art. 131-bis) possono avere efficacia retroattiva anche per reati commessi prima della loro entrata in vigore; occorre verificare la natura della modifica quando si invoca la nuova disciplina.
  • Errori formali o di richiamo normativo della Corte d'appello non comportano automaticamente accoglimento del ricorso di cassazione se la decisione impugnata contiene altresì ragioni alternative e sufficienti a giustificare il rigetto della richiesta.

Testo integrale

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