Cassazione Penale, Sentenza n. 2210/2022 del 19/01/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
La ricorrente ha impugnato la condanna inflitta dal Tribunale di Palermo per reati edilizi (artt. 64, 65, 71, 72, 93, 94, 95 d.P.R. 380/2001) con due motivi: (1) omissione di motivazione rispetto alla richiesta di assoluzione per non avere commesso il fatto, in quanto la ricorrente aveva dichiarato nella domanda di condono che le opere erano ultimate il 15/03/2003 mentre il trasferimento di proprietà a suo favore era avvenuto il 30/04/2003, sicché le opere sarebbero state realizzate dal precedente proprietario; (2) mancata declaratoria di prescrizione, poiché le opere abusive erano state realizzate entro il 15/03/2003 e la permanenza dell'abuso sarebbe cessata, con conseguente maturazione del termine prescrizionale.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e lo ha deciso congiuntamente sui motivi connessi. Ha richiamato l'orientamento secondo cui, in materia antisismica/edilizia, certi reati possono avere natura di reati permanenti (la consumazione si protrae fino alla cessazione della permanenza dell'illecito). Tuttavia, dalla documentazione acquisita (istanza di condono presentata dalla ricorrente come proprietaria e dichiarazione sostitutiva del 31/01/2005 indicante ultimazione delle opere il 15/03/2003) non era possibile escludere la responsabilità dell'imputata, quindi non poteva essere pronunciato proscioglimento nel merito. Parallelamente, la Corte ha ritenuto ampiamente maturata la prescrizione dei residui reati contravvenzionali e ha disposto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata perché i reati sono estinti per prescrizione.
Norme richiamate
d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico dell'edilizia)
artt. 64, 65, 71, 72, 93, 94, 95
Le norme sono richiamate come fondamento delle contestazioni per illeciti edilizi; la Corte le inquadra nell'ambito dei reati edilizi/contravvenzionali oggetto del procedimento. Dalla documentazione amministrativa connessa alle istanze di condono emergono elementi rilevanti ai fini della responsabilità penale.
Principio giurisprudenziale (Cass.): natura di reato permanente per alcune fattispecie edilizie/antisismiche
Sez. 3, n. 26836 del 08/09/2020 (Ofria); Sez. 3, n. 1145 del 08/10/2015 (Stabile) e altri precedenti citati
La Corte richiama l'orientamento che taluni reati edilizi/antisismici sono da considerare permanenti, con consumazione protratta fino alla cessazione dell'illecito (presentazione della denuncia, fine dei lavori o ottenimento dell'autorizzazione). Tuttavia la Corte osserva che anche concedendo una diversa interpretazione (natura istantanea), la prescrizione dei reati residui risultava comunque maturata.
Massime di principio
- La produzione di documentazione amministrativa (domanda di condono, dichiarazioni sostitutive, atti di acquisto) può essere decisiva: se la persona che ha chiesto il condono risulta proprietaria e dichiara la data di ultimazione delle opere, ciò complica la richiesta di assoluzione per estraneità.
- Molti reati edilizi collegati alla normativa antisismica sono qualificati dalla giurisprudenza come reati permanenti: il termine prescrizionale decorre fino alla cessazione della permanenza dell'illecito (es. demolizione, fine lavori, autorizzazione).
- Anche quando sussista incertezza sulla natura permanente o istantanea del reato, è necessario calcolare attentamente il termine prescrizionale partendo dall'ultima attività o dalla cessazione della permanenza dell'abuso; la prescrizione può comunque estinguere i reati contravvenzionali.
- Per ottenere un proscioglimento per non avere commesso il fatto, occorre documentare in modo preciso che le opere erano già concluse da soggetti diversi dall'attuale proprietario e che il ricorrente non ha compiuto ulteriori interventi né ha reso dichiarazioni che lo colleghino all'abuso.
- Se è intervenuta una sanatoria amministrativa valida (concessione in sanatoria), ciò può determinare l'impossibilità di procedere per i reati edilizi; in assenza di sanatoria, la via della prescrizione resta una possibile causa di estinzione quando i termini sono maturati.
- In situazioni analoghe è strategico: immediatamente ricercare e produrre documenti (atti di provenienza, date di ultimazione lavori, certificazioni tecniche), contestare la datazione e la portata delle dichiarazioni rese dall'interessato, e verificare con precisione il computo dei termini di prescrizione.
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