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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 23303/2022 del 15/06/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente è indagato per il delitto di omicidio (art.575 c.p. e art.577, comma 1, n.1 c.p.) della convivente Dinoi Giuseppina Leonarda, cagionandone la morte con un taglierino (lama 13 cm) e provocando il decesso per dissanguamento; è contestata l'aggravante di cui all'art.61, n.1 c.p. (motivo futile). Il ricorso in Cassazione impugnava l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva confermato la custodia cautelare in carcere disponendo due censure principali: 1) violazione di legge e vizio di motivazione relativamente all'esigenza cautelare della prevenzione dell'inquinamento probatorio (art.274 lett. a) c.p.p.), sostenendo che l'indagato non poteva in concreto turbare il processo; 2) insufficienza della prova della attualità del pericolo di reiterazione del reato e della "eccezionale rilevanza" delle esigenze cautelari ai sensi dell'art.275, comma 4 c.p.p., considerata l'età avanzata dell'indagato (ultrasettantenne).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e quindi inammissibile. Ha confermato che il Tribunale del riesame aveva adeguatamente motivato la custodia cautelare: sussistono gravi indizi (confessione, rinvenimento del corpo e dell'arma in casa, presenza dell'indagato sul luogo), la straordinaria gravità e le modalità esecutive (55 colpi in circa 15 minuti) che indicano elevata pericolosità, personalità violenta e assenza di freni inibitori, nonché la messa in scena del tentativo di suicidio. Tali elementi hanno giustificato la ritenuta certezza di reiterazione nonostante l'età, soddisfacendo il requisito di "eccezionale rilevanza" previsto dall'art.275, comma 4 c.p.p. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art.616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art.575 cod. pen. (omicidio)

    Norma sostanziale in base alla quale è contestato il reato di omicidio; la Corte conferma che gli elementi fattuali costituiscono gravi indizi di colpevolezza.

  • art.577, comma 1, n.1 cod. pen. (circostanze aggravanti)

    Richiamata quale circostanza aggravante (motivo futile) ritenuta applicabile in base agli elementi dell'indagine.

  • art.61, n.1 cod. pen. (aggravante per motivo futile)

    La Corte prende atto che il comportamento è stato considerato mosso da motivo futile, aggravante che concorre alla valutazione della gravità del fatto.

  • art.274, lett. a) e c) cod. proc. pen. (esigenze cautelari: inquinamento probatorio e reiterazione)

    Le esigenze cautelari richiamate giustificano la misura carceraria: il Tribunale ha ritenuto sussistere sia il pericolo di inquinamento probatorio sia il pericolo di reiterazione, ed ha motivato tale valutazione.

  • art.275, comma 4 cod. proc. pen. (custodia per ultrasettantenni: "eccezionale rilevanza")

    Per gli over 70 la custodia cautelare in carcere è ammessa solo per "esigenze cautelari di eccezionale rilevanza"; la Corte conferma che ciò equivale a una sostanziale certezza di reiterazione e richiede motivazione rafforzata, che nel caso è stata fornita.

  • art.292, comma 2, lett. c) e d) cod. proc. pen. (motivazione delle esigenze cautelari)

    Imposta l'onere motivazionale relativo alle specifiche esigenze cautelari; la Corte osserva che la motivazione fornita dal Tribunale è stata coerente e sufficiente. Inoltre, quando concorrono più esigenze cautelari non è necessario indicare il termine di scadenza previsto per l'inquinamento probatorio.

  • art.309, comma 9 cod. proc. pen. (nullità per mancata motivazione)

    Richiamato per sottolineare l'obbligo del giudice di motivare le esigenze cautelari; la Corte ha ritenuto adempiuto tale obbligo nel provvedimento impugnato.

  • art.309 cod. proc. pen. (impugnazione delle misure cautelari)

    Norma procedurale relativa alla impugnazione delle misure cautelari dinanzi al tribunale del riesame; il procedimento di riesame è stato correttamente svolto e confermato.

  • art.616 cod. proc. pen. (conseguenze per ricorso inammissibile)

    Prevede la condanna alle spese e la possibilità di liquidare una somma in favore della Cassa delle ammende quando il ricorso è inammissibile; la Corte ha applicato tale sanzione (euro 3.000).

Massime di principio

  • Per soggetti ultrasettantenni la custodia cautelare in carcere è ammessa solo se sussistono esigenze cautelari di "eccezionale rilevanza", che comportano una sostanziale certezza di reiterazione del reato; il giudice deve fornire motivazione dettagliata e personalizzata.
  • La sussistenza di gravi indizi viene valutata considerando confessione, presenza dell'indagato sul luogo del delitto, rinvenimento dell'arma e congruenza fra modalità esecutive e responsabilità dell'indagato.
  • Le modalità particolarmente cruente e ripetute del fatto (es. numero elevato di colpi, durata dell'aggressione) aumentano la valutazione della pericolosità e possono giustificare misure cautelari più severe anche per soggetti anziani.
  • Elementi di personalità (messa in scena del tentativo di suicidio, assenza di freni inibitori, comportamenti dimostrativi) possono integrare il "quid pluris" necessario a ritenere l'eccezionalità delle esigenze cautelari.
  • Quando concorrono più esigenze cautelari (es. rischio di inquinamento probatorio e rischio di reiterazione) non è sempre necessario indicare termini separati per ciascuna; ciò non rende la motivazione invalida se complessivamente adeguata e specifica.
  • Contro una motivazione giudiziale articolata e coerente, l'opposizione del ricorrente che si limita a negazioni generiche è insufficiente a ribaltare la misura; il ricorrente deve proporre allegazioni concrete e specifiche che contrastino gli elementi di fatto.
  • La Corte può dichiarare il ricorso manifestamente infondato e applicare sanzioni economiche processuali in caso di impugnative prive di fondamento.

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