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Sentenza

Sentenza del 10/05/2021 n. 659 - Comm. Trib. Reg. Emilia Romagna

Imposta di registro - Atti giudiziari - Delibazione di sentenza straniera - Natura dichiarativa - Sussiste - Tassazione in misura fissa - Necessità

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Si discuteva se la pronuncia della Corte d'Appello, resa ai sensi dell'art. 64 della L. n. 218/1995 per il riconoscimento degli effetti di una sentenza straniera, debba essere considerata atto con effetti traslativi o costitutivi di diritti patrimoniali (con conseguente tassazione proporzionale) oppure atto ricognitivo/dichiarativo soggetto all'imposta di registro in misura fissa. La questione rilevava ai fini dell'imposta di registro applicabile alla delibazione.

La decisione

La Corte ha affermato che la pronuncia di delibazione ai sensi dell'art. 64 L. n. 218/1995 ha natura ricognitiva ed effetti meramente dichiarativi. Ne consegue che l'atto di delibazione è soggetto all'imposta di registro in misura fissa, alla stregua dei provvedimenti giudiziari che non comportano trasferimento, condanna o accertamento di diritti a contenuto patrimoniale, e ciò indipendentemente dal contenuto della sentenza straniera oggetto della delibazione.

Norme richiamate

  • art. 64 L. n. 218 del 1995

    La pronuncia di delibazione prevista da questa norma è qualificata come atto ricognitivo/dichiarativo; essa produce effetti dichiarativi in Italia e non costituisce, di per sé, un atto trasferitivo o costitutivo di diritti patrimoniali.

  • normativa sull'imposta di registro (principi generali e tariffa)

    Secondo la disciplina dell'imposta di registro, i provvedimenti giudiziari privi di contenuto patrimoniale sono soggetti all'imposta in misura fissa; la Corte ha ritenuto applicabile la medesima regola all'atto di delibazione, indipendentemente dal contenuto della sentenza straniera.

Massime di principio

  • La delibazione di una sentenza straniera ai sensi dell'art. 64 L. 218/1995 va qualificata come atto ricognitivo/dichiarativo: l'analisi fiscale deve focalizzarsi sulla natura dell'atto di delibazione in Italia e non sul contenuto materiale della sentenza estera.
  • Per l'imposta di registro, la delibazione è soggetta a tassazione in misura fissa, come avviene per altri provvedimenti giudiziari privi di contenuto patrimoniale; non si applicano le imposte proporzionali riservate ad atti traslativi o costitutivi di diritti patrimoniali.
  • Il fatto che la sentenza straniera produca effetti patrimoniali tra le parti non modifica la qualificazione fiscale dell'atto italiano di delibazione; tuttavia, eventuali atti formali necessari in Italia (es. trascrizioni, traslazioni formali) devono essere valutati e tassati separatamente se configurano trasferimenti o atti soggetti a diversa imposta.
  • Chi pianifica il riconoscimento in Italia di una sentenza estera dovrebbe prevedere separatamente gli adempimenti e le eventuali imposte connesse a trascrizioni o a conseguenti atti materiali, e non considerare la delibazione come automaticamente soggetta a imposizione proporzionale.
  • In contenziosi simili è utile documentare la natura dichiarativa della domanda di delibazione e segnalare preventivamente all'Ufficio fiscale la qualificazione richiesta per ridurre il rischio di contestazioni e di richieste di imposta proporzionale.

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