Sentenza n. 2603/2026 - Catania, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Verbale della Polizia Locale di Taormina che contestava l’installazione non autorizzata di un paletto su una strada ritenuta pertinenziale a una via pubblica e ne ordinava la rimozione
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il ricorrente ha impugnato il verbale deducendo violazione di legge ed eccesso di potere sotto vari profili, chiedendone l’annullamento e l’accertamento della legittimità dell’installazione del paletto sull’area privata. Nel corso del giudizio ha riferito che il Giudice di Pace di Messina, con sentenza resa in un distinto procedimento, aveva accolto il ricorso contro il verbale, riconoscendo la natura privata della stradella e annullando la sanzione. Ha quindi dichiarato di non avere più interesse alla decisione del giudizio amministrativo e ha formulato rinuncia oppure chiesto la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza d’interesse.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. La dichiarazione depositata dal ricorrente, pur non integrando una rinuncia rituale perché non notificata alle altre parti, costituiva prova univoca del venir meno dell’interesse alla decisione; l’improcedibilità è stata dichiarata ai sensi degli artt. 35, comma 1, lett. c), e 84, comma 4, c.p.a. Non ha pronunciato sui motivi di legittimità originari. Nulla sulle spese, poiché il Comune intimato non si era costituito.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
La dichiarazione di parte ricorrente sopra menzionata, depositata in data 24 dicembre 2025, pur in difetto delle formalità prescritte per la rinuncia cd. rituale (in assenza di notifica all’altra parte), costituisce elemento di prova univoco della sopravvenuta carenza di interesse del deducente alla decisione del ricorso, sicché va dichiarata l’improcedibilità ex art. 35, comma 1, lett. c), cod. proc. amm., come espressamente previsto dall’art. 84, comma 4, cod. proc. amm..
La sopravvenuta carenza di interesse, comprovata da una dichiarazione univoca del ricorrente, comporta l’improcedibilità del ricorso anche se la dichiarazione non rispetta le formalità necessarie per una rinuncia rituale.
art. 84, comma 4, c.p.a.
La dichiarazione di parte ricorrente sopra menzionata, depositata in data 24 dicembre 2025, pur in difetto delle formalità prescritte per la rinuncia cd. rituale (in assenza di notifica all’altra parte), costituisce elemento di prova univoco della sopravvenuta carenza di interesse del deducente alla decisione del ricorso, sicché va dichiarata l’improcedibilità ex art. 35, comma 1, lett. c), cod. proc. amm., come espressamente previsto dall’art. 84, comma 4, cod. proc. amm..
La disposizione consente di dichiarare improcedibile il ricorso quando, pur in mancanza di una rinuncia rituale, la condotta dichiarativa del ricorrente dimostri univocamente che è venuto meno il suo interesse alla decisione.
Massime di principio
- La dichiarazione del ricorrente che manifesta in modo univoco il venir meno dell’interesse alla decisione può fondare la declaratoria di improcedibilità per sopravvenuta carenza d’interesse anche se non sono state rispettate le formalità richieste per la rinuncia rituale.
Come è indicizzato
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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