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Sentenza

Sentenza n. 1344/2026 - Salerno, Sezione 2

Giustizia amministrativa202600984

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: permesso di costruire originario e permesso di costruire in variante relativi a interventi di demolizione e ricostruzione con ampliamento e sopraelevazione

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (proprietario confinante)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente, proprietario del fondo confinante, ha impugnato il permesso di costruire originario e il successivo permesso di costruire in variante rilasciati dal Comune in favore della controinteressata. L'intervento originario riguardava lavori di demolizione e ricostruzione, con ampliamento di superficie e volume, sopraelevazione e incrementi volumetrici previsti dalla normativa regionale e statale. La variante era dichiaratamente finalizzata alla redistribuzione della superficie e della volumetria sul medesimo lotto. Il ricorrente ha sostenuto che dagli elaborati comparativi emergesse l'arretramento o la traslazione del fabbricato verso la parte retrostante del lotto, con mutamento del sedime, dei rapporti con il confine e della sagoma. Secondo tale prospettazione, l'intervento assentito con la variante non sarebbe stato una mera rimodulazione del progetto originario, ma un progetto edilizio diverso, integrante una variazione essenziale e quindi necessitante di un nuovo autonomo permesso di costruire. Il ricorrente ha inoltre richiamato un'ordinanza comunale di sospensione dei lavori, adottata per l'assenza del deposito dei calcoli strutturali e della prescritta attestazione sismica.

La decisione

Il Collegio ha definito il giudizio con sentenza semplificata ex art. 60 c.p.a. Ha dichiarato irricevibile, per tardività, l'impugnazione del permesso di costruire originario. Ha invece esaminato nel merito l'impugnazione del permesso in variante e l'ha rigettata. Il giudice ha distinto tra varianti leggere o minori, varianti in senso proprio e varianti essenziali. La variante essenziale, che richiede un nuovo e autonomo permesso di costruire, ricorre quando la modifica è incompatibile, sotto il profilo qualitativo o quantitativo, con il progetto originario e incide sostanzialmente sull'assetto urbanistico-edilizio assentito. Quanto alla traslazione dell'edificio, essa è essenziale solo se incide significativamente su parametri quali distanze dai confini o da altre costruzioni, rapporto di copertura e volumetria, oppure comporta la localizzazione del manufatto in aree soggette a vincoli o a inedificabilità assoluta. Nel caso concreto il ricorrente si è limitato a dedurre la traslazione del corpo di fabbrica, senza dimostrare quale parametro urbanistico-edilizio fosse stato concretamente violato, né indicare il superamento di distanze, l'incremento del rapporto di copertura, un aumento della volumetria complessiva, un mutamento della destinazione d'uso o l'insistenza del manufatto su un'area sottoposta a diverso regime conformativo. Dagli atti risultava invece che la variante riguardava la redistribuzione di superficie e volumetria già assentite sul medesimo lotto; il corpo B aveva superficie e volume inferiori rispetto a quelli originariamente autorizzati; erano stati acquisiti elaborati con l'indicazione delle distanze dai confini e dagli edifici limitrofi; e non era stata attribuita una nuova premialità volumetrica. Il richiamo all'ordinanza di sospensione dei lavori è stato ritenuto non pertinente, perché riferito a profili esecutivi e strutturali relativi al deposito dei calcoli e alla documentazione sismica, non alla legittimità urbanistico-edilizia della variante. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 60 c.p.a.

    sentenza in forma semplificata

    La controversia è stata definita in camera di consiglio con sentenza semplificata, sentite le parti.

  • art. 22, comma 2, d.P.R. 380/2001

    sono configurabili come varianti “proprie” soltanto quelle modifiche che non incidono su parametri urbanistici e volumetrie, non alterano la sagoma dell’edificio, non violano eventuali prescrizioni contenute nel permesso originario e non integrano variazioni essenziali

    La disposizione è utilizzata per delimitare le varianti proprie rispetto alle modifiche che incidono sui parametri urbanistici o sulla sagoma e alle variazioni essenziali.

  • art. 32 d.P.R. 380/2001

    a) mutamento della destinazione d’uso che implichi variazione degli standards; b) aumento consistente della cubatura o della superficie di solaio da valutare in relazione al progetto approvato; c) modifiche sostanziali di parametri urbanistico-edilizi del progetto approvato ovvero della localizzazione dell’edificio sull’area di pertinenza; d) mutamento delle caratteristiche dell’intervento edilizio assentito; e) violazione delle norme vigenti in materia di edilizia antisismica, quando non attenga a fatti procedurali

    La norma individua le variazioni essenziali che richiedono un nuovo permesso di costruire autonomo. La modifica della localizzazione è essenziale solo quando incide sostanzialmente sui parametri urbanistico-edilizi o determina la collocazione dell'edificio in area vincolata o assolutamente inedificabile.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale base per l'oscuramento delle generalità e dei dati identificativi della parte interessata.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla protezione dei dati personali, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata.

Massime di principio

  • Una modifica progettuale integra una variazione essenziale, tale da richiedere un nuovo e autonomo permesso di costruire, solo quando risulta incompatibile sotto il profilo qualitativo o quantitativo con il progetto originario e incide sostanzialmente sull'assetto urbanistico-edilizio già assentito.
  • La traslazione o diversa localizzazione di un edificio non costituisce di per sé variazione essenziale: occorre dimostrare che essa incida significativamente su parametri urbanistico-edilizi quali distanze dai confini o da altre costruzioni, rapporto di copertura e volumetria, oppure comporti la collocazione del manufatto in un'area soggetta a vincoli o a inedificabilità assoluta.
  • La redistribuzione, sul medesimo lotto, di superficie e volumetria già autorizzate, senza incremento della consistenza complessiva dell'intervento né attribuzione di nuova premialità volumetrica, può essere assentita mediante permesso di costruire in variante quando non comporti una trasformazione sostanziale e incompatibile con il progetto originario.
  • L'onere di dimostrare l'essenzialità della variante grava sul soggetto che la contesta: la mera allegazione del mutamento del sedime o della sagoma non è sufficiente se non vengono indicati e provati gli specifici parametri urbanistico-edilizi concretamente incisi o violati.
  • Le carenze relative al deposito dei calcoli strutturali e alla documentazione sismica, quando attengono alla fase esecutiva dell'intervento, non dimostrano di per sé l'illegittimità urbanistico-edilizia del permesso di costruire in variante.

Come è indicizzato

MaterieTitoli abilitativi ediliziQualificazione degli interventiTermini e notificazione del ricorso
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiDecadenza e tardivitàDiscrezionalità amministrativa e tecnicaOnere della prova e principio dispositivo

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